Tragedia verzaschese o di tutti?

Dimissioni in blocco del Municipio del Comune più piccolo della Svizzera

Di Alessandro Schirm

Fa un po’ male sapere che Corippo, il villaggio più piccolo della Svizzera, gioiello della Verzasca e ritenuto uno dei villaggi più belli del nostro Cantone, getta la spugna. O perlomeno lo fa il Municipio in corpore, tre persone su tredici abitanti. E come biasimarli? Il sindaco Claudio Scettrini, praticamente, è l’unico a lavorare in Comune e le due municipali sono anziane. Dopo 20 anni di militanza, anche Scettrini molla la guida di quel grumo di pietre che risale a prima del 1200.

Siamo certi che non è un abbandono facile. Se da una parte c’è il sollievo di lasciare una missione che nel tempo era diventata un peso solitario, dall’altra c’è certamente l’amarezza di vedere spegnersi un paese che, seppur piccolissimo, ha dentro di sé profonde radici.

Sono storie di persone che si intrecciano nello spazio e nel tempo. Persone che in secoli hanno costruito e dissodato, storie di famiglie che si perdono nelle nebbie dei tempi come in molte nostre valli.

La morte di queste realtà è tangibile e costante da decenni. La conosciamo bene: l’abbandono dei giovani e la persistenza dei vecchi fino alla conclusione in un bel camposanto cintato che guarda sulla valle che tanto hanno amato.

Oggi è un pezzo di Ticino che se ne va e ci lascia un po’ più tristi. Tristi ma con la convinzione che queste realtà vanno salvate e preservate. Il parco del Locarnese, così ferocemente avversato per motivazioni spesso personali, come la caccia o il rustico da ristrutturare, sono le uniche soluzioni praticabili per sviluppare, fare crescere e stabilizzare queste realtà. Per portare persone che amino le nostre valli, per creare posti di lavoro. I personalismi, sappiatelo, fanno morire l’erba su cui poggiate i piedi, sgretolano i muri secolari, lasciano solo il fischio del vento.

Non lasciamo che Corippo diventi un esempio, ma una riscossa.

Viva Corippo.

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