Aja come Norimberga: morte criminale

Il criminale di guerra croato Praljak si avvelena davanti alla corte dell’Aja.

Di Corrado Mordasini

Era il 15 ottobre 1946 quando Hermann Goering, maresciallo del Reich tedesco e potenziale delfino del Führer Adolf Hitler, si toglieva la vita a Norimberga, la cittadina tedesca teatro del processo ai criminali di guerra peggiori nella storia dell’umanità.

L’arrogante capo della Luftwaffe, l’aviazione della Wermacht, usciva di scena inghiottendo una capsula di cianuro fornitagli probabilmente da una guardia americana.

Ieri è toccato a Slobodan Praljak, ex generale dell’esercito croato di Bosnia, che ha fatto di meglio, avvelenandosi in diretta al tribunale dell’Aja, che lo aveva condannato a 21 anni di carcere come criminale di guerra.

Non sfuggono le analogie. Entrambi gli imputati hanno rifiutato l’autorità del tribunale, entrambi hanno dato l’ultimo schiaffo possibile all’autorità che li giudicava, decidendo la loro uscita di scena.

Praljak, ex regista teatrale e televisivo, ha calato il sipario da solo, drammaticamente e con arroganza. L’uomo, giudicato per stupri e massacri e deportazioni ha imitato, riteniamo non a caso, il gesto del gerarca nazista più famoso dopo Hitler. Dopo la condanna di Milosevic, un altro tassello della guerra jugoslava si chiude, dando perlomeno una parziale pace alle vittime ed ai loro famigliari.

Una delle frasi preferite di Goering era:

“Io non ho coscienza, la mia coscienza è Hitler”.

Questa è la banalità del Male, che è più frequente di quello che pensiamo, la banalità è nella mancanza di coscienza, una falla che facciamo riempire al primo capopopolo che passa.

Non piangeremo Praljak, non ci deve essere attenzione per un gesto che non è coraggioso, ma solo arrogante. Chiudiamo il sipario pensando solo che ci sono voluti più di vent’anni per giudicare persone che hanno commesso i peggiori crimini in Europa dopo i nazisti. E che Goering ora riposa in buona compagnia.  

 

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