Altra toppata del Corriere del Ticino

In un articolo a firma Gianni Righinetti sono dati per avvenuti fatti che non si sono mai verificati riguardo l’inchiesta Argo1.

Di Corrado Mordasini

Il Corriere ci ha ormai abituati a una vaga approssimazione che lo fa cadere spesso in bufale o tranelli. La storia dei riservisti americani mobilitati da Trump per invadere la Corea o quello della polizia tedesca che svelava un aumento del terrorismo in seguito alle aperture della Merkel ne sono un esempio lampante.

Oggi siamo di fronte ad un atto di faciloneria grave per un giornalista, anche se meno roboante, insomma, un peccato veniale. Gianni Righinetti in un suo articolo riguardante la querelle di Argo1, si perde in affermazioni che poi risulteranno false.

Le voci di corridoio che Righinetti cita, in effetti, c’erano state tra la stampa, ma i giornalisti, quelli seri, hanno verificato e non trovando riscontri hanno lasciato perdere. Non così Righinetti, evidentemente degno discepolo di Marcello Foa, editorialista e amministratore delegato del Corriere, già noto per le bufale di cui sopra

Anche noi miserelli abbiamo verificato e possiamo garantirvi che molte delle affermazioni di Righinetti sono campate in aria. Righinetti nella foga di informare, scrive:

“In passato il portavoce dell’Esecutivo non aveva mai negato una dichiarazione sulla vicenda. Una presa di posizione però potrebbe giungere a breve, forse già nella giornata di oggi.”

Chissà quanto hanno aspettato oggi al Corriere mentre tutti gli altri giornalisti, che avevano verificato le dicerie, già sapevano che non dovevano aspettare nulla perché non era previsto un fico secco.

“…le informazioni portate sul tavolo del Consiglio di Stato non sono state particolarmente rallegranti e sono state alla base della discussione franca e piuttosto accesa che ne è seguita.”

Nessuna discussione franca e accesa su questo tema è avvenuta mercoledì in Consiglio di Stato.

“…Ieri [mercoledì n.d.r.] il Governo ha pure sentito il perito incaricato di passare al setaccio la Divisione del DSS per ricostruire esattamente cosa sia accaduto, l’ex procuratore pubblico Marco Bertoli, unitamente al consulente giuridico del Governo Francesco Catenazzi che lo affianca in questo compito.”

Balla anche questa, il Consiglio di Stato mercoledì non ha sentito né Bertoli (Marco, l’ex procuratore designato per le indagini) né Catenazzi.

Insomma, un articolo che si inventa metà delle informazioni, e dà notizie false ai lettori. Probabilmente Righinetti se le è fatte dare dai riservisti americani o dalla polizia tedesca.

Un peccato veniale, dicevamo, ma indicativo ormai di come si lavora al Corriere del Ticino.

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