Andiamo a canestro!

Un gesto di sottile violenza mascherato sotto forma di mirabolante trucco di magia.

Di Fabio Amorth

La notizia sembra una di quelle notiziole di colore, curiose ma di poco conto e da ultima pagina de “La Regione”.  Al campo da basket del Ciossetto di Sementina sono spariti i canestri. Puff! Scomparsi. Il merito non è però da attribuire al mago Fantasios o a qualche altro abile prestigiatore nostrano. Dietro a questa bizzarra misura coercitiva c’è la Città di Bellinzona e il Capo Dicastero Opere Pubbliche e Ambiente, Christian Paglia. Ed è proprio il municipale liberale a chiarire alla stampa i motivi di tale decisione. “Secondo alcuni abitanti, il rimbalzo continuo del pallone da pallacanestro crea un riverbero accentuato dalle strutture vicine che raggiunge le abitazioni distanti poco più di 6-7 metri dal campo.” Insomma un frastuono inaccettabile che sommato agli schiamazzi di giovinastri in preda a incontrollabili ormoni adolescenziali non può che risultare assolutamente intollerabile. Già.

Ma non è sul rumore né sulla soglia oltre la quale lo stesso può essere definito tale che ci vogliamo chinare, quanto piuttosto sul ricorrente fenomeno della “sparizione”. Dal furto della Gioconda in poi, avvenuto poco più di un centinaio d’anni fa ad opera di un imbianchino originario della provincia di Varese, l’informazione tutta è quotidianamente infarcita di scomparse e sparizioni di ogni genere e in ogni dove, attorno alle quali l’angoscia e il mistero di cosa sia davvero accaduto – o stia accadendo – non fa che alimentare sottopelle paure inconsce e ataviche. Dalla sparizione dei ghiacciai alla scomparsa della Sinistra, dalla dissoluzione dello stato sociale al furto d’identità online. Non c’è nulla di più efficace a scatenare l’immaginazione.

Quando la notizia dell’audace colpo con il quale, il 21 agosto 1911, Vincenzo Peruggia aveva sottratto la Gioconda da uno dei più importanti musei del mondo si diffuse, i giornali francesi si scatenarono facendo sfoggio di grande ingegno in merito alle ipotesi della scomparsa del celebre dipinto di Leonardo. La stessa fantasia di chi, dopo aver probabilmente minacciato di bucare i palloni, visto lo scarso esito ottenuto e i continui martellanti rimbalzi, è passato alla sottrazione dei dei canestri. Un gesto di sottile violenza mascherato sotto forma di mirabolante trucco di magia. Un trucco alla base del quale c’è un monito severo: attenzione, perché nulla è per sempre. Nulla. Né canestri, né ghiacciai, né stato sociale, né democrazia. Puff!

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