Anna Frank non deve morire mai più

Bella iniziativa del Mat di Mirko D’Urso che regala Il diario di Anna Frank agli allievi

Di Redazione

Il recente, squallido caso della tifoseria laziale che ha usato delle immagini di Anna Frank vestita con la maglietta della Roma per dare degli “ebrei” agli avversari è la punta dell’iceberg. Un insulto che molti faticavano a comprendere, ma che diventa ovvio se si pensa che queste frange di tifoseria (non solo quelle laziali) sono spesso filofasciste o filonaziste. Allora per questa gente dare dell’ebreo a qualcuno è dargli della vittima, del disgraziato, del subumano. Non così per noi.

A questo proposito segnaliamo una bella iniziativa del MAT, il Movimento Artistico Ticinese, che ha deciso di regalare ai propri allievi il diario di Anna Frank, come simbolo di pace, condivisione e antirazzismo. Citiamo Mirko d’Urso, direttore del MAT da un suo post:

“Oggi come MAT abbiamo voluto regalare una copia de “IL DIARIO DI ANNA FRANK” ai nostri allievi avanzati di teatro adolescenti perché crediamo che il principale impegno di tutti noi insegnanti “artistici” sia quello di provare a rendere migliore la nostra gioventù, il nostro futuro. 
Provare a far sì che questi ragazzi capiscano a cosa hanno portato l’odio e l’intolleranza nel nostro passato e anche nel nostro recente passato (pensiamo ai Balcani, pensiamo al Ruanda, pensiamo alle guerre a stampo “economico-religiose” degli ultimi anni). 
Provare a far sì che crescano con ideali costruttivi e non distruttivi, provare a fargli capire che continuare a perseguitare il debole non li porterà da nessuna parte.”

D’Urso ci tiene a precisare che queste non sono idee sinistroidi, come alcuni potranno pensare, ma principii civili che dovrebbero essere condivisi da tutti coloro che agognano una società più pacifica, corretta e onesta. Conclude d’Urso il suo messaggio:

“…se NESSUNO di loro (gli allievi NdR) cercherà di offendere qualcuno dicendogli “ebreo”, se NESSUNO di loro si augurerà la morte di un migrante in mare, allora noi insegnanti potremmo guardarci negli occhi e potremmo dire di aver raggiunto il nostro obbiettivo.

Anna Frank non dovrà mai più morire. Mai più.”

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