Bernasconi, il funzionario integerrimo

Le omissioni del funzionario del DSS appaiono sempre più incomprensibili

Di Corrado Mordasini

Mettiamo da parte per una volta lo scandalo Argo1 nel suo globale e focalizziamoci su una persona. Un funzionario, anzi, “IL” funzionario. Parliamo di Renato Bernasconi, prima capo delle finanze al Dipartimento Finanze e ora capo della Divisione dell’Azione Sociale e delle Famiglie al Dipartimento Sanità e Socialità.

Già questo dà da pensare. Colui che avrebbe dovuto controllare la correttezza e la conformità dell’appalto Argo1, ora ricopre una posizione all’interno del DSS che è quella interessata dall’appalto e dallo scandalo. È come prendere il poliziotto che controlla i bambini al passaggio pedonale della scuola, un bambino viene investito e tu lo sposti al Dipartimento investigazioni bambini investiti.

Un altro concetto per focalizzare ancora meglio: chiunque lavori in governo nei vari dipartimenti sa bene una cosa, alle Finanze non la si fa. Il DF è ritenuto efficientissimo e così i suoi funzionari. Non lo dico io, ma lo sanno tutti gli impiegati governativi e i dipartimenti che sono radiografati ogni giorno. Addirittura Bernasconi, ex capo del settore, era ritenuto uno dei funzionari più minuziosi e precisi, d’altronde lo ha ammesso pure Beltraminelli.

Un pagamento o un mandato, da qualunque dipartimento venga, è comunque vagliato e passato al setaccio dai funzionari delle Finanze. E sopra una certa cifra deve comunque prima essere vidimato dai coordinatori del dipartimento stesso da cui proviene. I funzionari del DF, come diremmo in dialetto sono giustamente dei “pisagügg”, persone che proprio per mestiere cercano l’irregolarità.

Ah…mi ero dimenticato, non è proprio vero che verificano tutto. I pagamenti sotto i 500 franchi non li controllano anche se comunque passano di lì. Diciamo che non ti rompono le balle se compri le penne o la carta per fotocopie.

Fatto questo preambolo, e qui c’è una falla stile Titanic, ci domandiamo come mai il funzionario più minuzioso e integerrimo a capo dei funzionari più minuziosi e integerrimi dell’apparato governativo nel dipartimento più minuzioso e integerrimo, si sia potuto far sfuggire le plateali irregolarità di un appalto da tre milioni e mezzo. Siamo chiari: è impossibile.

A meno che, e il dubbio è legittimo, non si usino scientemente due pesi e due misure nel vagliare i pagamenti. Ora c’è la commissione che indaga dopo nove mesi di giringiro, e voglio fidarmi perché sono scemo. Voglio credere che ci saranno date delle risposte a fatti che, se guardati oggettivamente, fanno venire il nervoso anche a un eremita buddista sul monte Sinai.

Attendiamo fiduciosi.

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