Brutte bestie, le molestie

In questi tempi di continue denunce di molestie, il Diavolo offre un pratico prontuario per evitare di essere colpiti anche voi dall’infamante accusa

Di Il Diavolo

Brutte bestie le molestie. Se da una parte c’è il catartico gonfiarsi della dignità femminile in seguito al caso Weinstein, dall’altra sale il terrore della caccia all’untore. Avrò esagerato a farle i complimenti? Se la fisso per più di 5 secondi è molestia? Se le regalo un cannolo siciliano la cosa potrebbe essere fraintesa?

Come al solito la verità sta nel mezzo. Vi regaliamo perciò un simpatico prontuario per capire quando e se esagerate.

Non si può fare:

Appoggiarle i genitali al sedere mentre fa le fotocopie e chiederle: “Hai finito il toner? Io se vuoi ho una cartuccia”.

Guardarla da cima a fondo come se foste una lumaca che lascia una scia di bava, rifare il percorso, fissare lo sguardo sule tette dicendo: “cambiato pettinatura?”

Mettere la mano col palmo verso l’alto sulla sedia quando la collega si sta sedendo.

Far cadere un foglio davanti a una collega particolarmente scollata e chiederle: “ me lo raccogli per favore? Oggi ho la sciatica”.

Gridare dal finestrino dell’auto a una ragazzina minorenne che aspetta il bus: “ciao bella, vieni a sederti sulle ginocchia dello zio”.

Fare una graduatoria di figaggine tra le colleghe e affiggerla sull’albo dell’azienda.

Si può fare

Dire: “Non ho nessun secondo fine, sia chiaro, ma volevo farti i complimenti per la nuova borsetta, sembra molto pratica.”

Ridere alle sue battute, ma non in modo sguaiato, bensì eleganti e cordiali.

Guardare il soffitto sudando quando la collega si aggiusta la giarrettiera ma fa una fatica boia e ci mette venti minuti.

Vergognarsi profondamente ogni volta che si abbiano pensieri impuri e punirsi andando al bagno a scudisciarsi infilando una borsa del ghiaccio nelle mutande

Amare la collega per anni di un amore platonico lasciando una rosa all’anno sul suo computer senza dire mai chi siete.

Ecco, speriamo di esservi stati utili, maschi infingardi che usate l’uccello al posto del cervello. Dateci retta e niente di sgradevole vi succederà, che coi tempi che corrono, finire su tutti i giornali come il mostro di Loch Ness non è divertentissimo.

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