La strage degli innocenti

Ogni anno migliaia di vittime delle armi da fuoco negli USA, ma Trump non sembra voler mettere un freno al libero possesso di armi

Di Corrado Mordasini

Neanche stavolta è l’ISIS. Un’altra volta gli statunitensi scoprono che il peggior nemico, nonostante le chiacchiere del loro presidente, ce l’hanno in casa, nel letto, nelle scuole, al supermercato a fare la coda. Il peggior nemico di chi vive negli Stati Uniti d’America, è l’americano stesso. Purtroppo, diventa quasi patetico l’uzbeko pro ISIS autoradicalizzatosi coi suoi otto morti, a fronte delle ultime due stragi made in USA e commesse da autoctoni. Quella di Las Vegas con 58 morti e quasi 500 feriti, e la più recente in Texas, a opera di Devin Kelley con 26 morti, di cui la metà bambini.

E Mister Trump, il Presidente del popolo più impopolare degli ultimi 70 anni, ha solo potuto dire da Tokyo, dove era in visita: È ancora troppo presto per parlare di controllo sulle armi da fuoco”. Per poi ribadire che “meno male che chi l’ha fermato un’arma ce l’aveva”.

Siamo alla follia istituzionalizzata. Si fanno i blocchi per i Paesi musulmani, si blinda la maratona di New York con l’esercito e i metal detector, e poi ogni americano, anche il più idiota (A Kelley per esempio era stato negato il porto d’armi) può comprarsi un arsenale che fa sembrare i pirloni dell’ISIS dei dilettanti.

Pensateci, a parte le Torri Gemelle, le stragi ad opera di musulmani in terra a stelle e strisce sono un’inezia di fronte all’eccidio da guerra civile che gli americani vedono ogni mattino che il Padreterno manda in terra.

Tra il 2004 e il 2014, in 10 anni sono state 36 le vittime del terrorismo in USA, un Paese che guarda storto ogni uomo con la barba lunga.

In questi 10 anni le persone uccise da armi da fuoco negli Stati Uniti, sono state 316.545.

Volete un altro paragone? Sempre nel 2014, gli omicidi in Svizzera sono stati 41, omicidi non necessariamente attuati con un’arma da fuoco, anzi. Se facessimo le proporzioni a parità di popolazione con gli USA, la Svizzera avrebbe grossomodo 1000 morti sparati a fronte dei 30’000 statunitensi.

Nella terra di Billy the Kid, intanto, il massacro continua, anche grazie a quella malata mentalità da Far West che dà diritto ad ogni psicolabile o spostato sul territorio di intraprendere la propria guerra personale. Un po’ il concetto che porta avanti la Pro Tell, l’associazione a cui aveva aderito in fretta Cassis e da cui aveva dimissionato altrettanto in fretta dopo l’elezione.

Per The Donald, come dicevamo, è troppo presto. Probabilmente aspetta che tutti gli americani si accoppino tra di loro prima di agire. Una strage degli innocenti che continua in nome del diritto a detenere un’arma. Make America great again.

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