Se l’Europa si affida a una monetina

La sede dell’Agenzia Europea del Farmaco assegnata ad Amsterdam anzichè a Milano tramite sorteggio con la monetina. Un’occasione persa, probabilmente, anche per il Ticino

Di Roberta Condemi

Oltre il danno, la beffa. Le competizioni per aggiudicarsi la sede dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e l’Autorità Bancaria Europea (EBA) si sono concluse nel più clamoroso e ridicolo dei modi.

L’EMA e l’EBA sono rispettivamente un’agenzia e un’autorità indipendente dell’Unione Europea, entrambe aventi sede a Londra.

L’EBA protegge e promuove la salute dei cittadini e degli animali valutando e monitorando i medicinali all’interno dell’Unione europea e dello Spazio Economico Europeo. Data l’ampiezza del campo di applicazione della procedura centralizzata di controllo, la maggior parte dei medicinali commercializzati in Europa viene autorizzata dall’EMA.

L’EBA, invece, opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza efficace e uniforme nel settore bancario europeo.  Gli obiettivi generali dell’autorità sono assicurare la stabilità finanziaria nell’UE e garantire l’integrità, l’efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario. 

A seguito della Brexit, Londra ha perso il privilegio di ospitare le sedi di EMA ed EBA, le quali a partire da marzo 2019 saranno trasferite in due diverse città di Stati membri UE.

La procedura di assegnazione dell’EMA, la più ambita tra le due agenzie, ha riguardato anche l’Italia. Tra le città in lizza ad ospitare la sede dell’EMA, oltre a Zagabria, La Valletta, Copenaghen, Bratislava e Amsterdam, c’era anche Milano. Zagabria e La Valletta si sono ritirate quasi subito. Il sistema di votazione prevedeva che ogni Paese avesse a disposizione sei voti: tre per la prima scelta, due per la seconda e una per la terza. Se una delle città fosse riuscita a ottenere 14 voti di prima fascia (ossia il voto da 3 punti) la partita sarebbe finita al primo turno. Questo però non è accaduto. Al primo turno Milano ha ottenuto 25 punti, Amsterdam e Copenaghen 20 punti a testa. Si è passati quindi al secondo turno, dove ogni Paese aveva a disposizione un voto. Milano  ha riscosso 12 punti , Amsterdam 9. La Slovacchia, in polemica dopo l’eliminazione di Bratislava al primo turno, si è astenuta e l’ultima, decisiva votazione, è terminata 13 a 13. Si è proceduto dunque al “lancio della monetina” e ha vinto Amsterdam.

L’EBA, invece, andrà a Parigi, anch’essa scelta con il lancio della monetina che ha escluso l’avversaria Dublino.

Un peccato per Milano che tecnicamente rispondeva a tutti i requisiti richiesti dalla UE, al contrario delle principali avversarie che presentavano alcune criticità. Bratislava non incontrava il gradimento dei dipendenti EMA per la mancanza di tutela dei diritti LGTB, stipendi molto bassi, insufficienti infrastrutture e assenza di un aeroporto. Copenaghen e Amsterdam scontavano un mercato immobiliare costoso, scarsa ricettività alberghiera e aeroporti congestionati.

Milano vede così sfumare una dote di quasi 900 dipendenti, 36mila visitatori da alloggiare in hotel e ristoranti, un budget di 325 milioni di euro tra stipendi e spese e soprattutto un indotto di circa 1,7 miliardi di produzione aggiuntiva e 860 occupati in più all’anno.

La scelta, sia per l’EMA che per l’EBA è avvenuta dunque per puro caso. In una Europa fortemente burocratizzata, la scelta della sede di due agenzie comunitarie così importanti affidata al sorteggio spiazza e delude. Non si è voluto prendere posizione su una scelta che ha risvolti geopolitici non indifferenti. Ciò, oltre ad alimentare i venti anti europeisti che soffiano sempre più forti sul Vecchio Continente,  conferma la incomprensibile tendenza dell’Unione Europea ad operare solo come freddo e distante burocrate e ad allontanarsi sempre di più dagli obiettivi di cooperazione e armonizzazione delineati dai padri fondatori.

L’Unione  Europea evita di prendere una posizione netta sui migranti, non ha una politica estera , non ha un esercito, non ha un bilancio e una fiscalità comuni. E’ sempre più ripiegata su se stessa, vittima del suo tecnicismo e di una eurocrazia che concretizza gli egoismi nazionali e dei piccoli gruppi di potere.  

La mancata assegnazione dell’EMA è un’occasione mancata per Milano, che lo avrebbe sicuramente meritato visto l’impegno e la sua crescita e indirettamente è anche un’occasione persa  per il Ticino, così vicino alla metropoli meneghina e così legato alla Lombardia, che ne avrebbe sicuramente giovato in termini turistici ed economici. Soprattutto, però,  è un’occasione persa per l’Unione Europea, che preferisce affidarsi ad una monetina piuttosto che al dialogo e alla cooperazione.

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