LiberaTv piange il morto

Bazzi e Leoni definiscono criminale l’automobilista di Sigirino, ma fino a poco tempo fa ne dicevano peste e corna di Via Sicura

Di Corrado Mordasini

Recentemente, per usare una metafora dell’amato cronista sportivo Armando Ceroni, Lorenzo Quadri rimaneva “sbaccalito” di fronte al fallimento dell’iniziativa contro “Via Sicura” la serie di nuove regole federali sui pirati della strada. L’iniziativa riteneva troppo severe le misure nei confronti degli automobilisti.

Il recente incidente che vede un trentaseienne scooterista ucciso da un pirata della strada completamente ubriaco, pone di nuovo la questione alla nostra attenzione.  Sarebbe bello sapere cosa direbbe Quadri ora alla giovane moglie e al figlio neonato destinato a crescere orfano. Perché senza tante balle, qui c’è il sunto del tipico pensiero leghista: io posso fare il cavolo che mi pare e nessuno deve dirmi come comportarmi.

Poi però, come in questo caso, ci scappa il morto. Quadri lo deve ritenere un prezzo equo da pagare sull’altare della libertà di movimento senza che i balivi ficchino il naso nel nostro contachilometri.

Quello che fa veramente imbufalire oggi, però, non è Quadri ma il portale LiberaTv. Un portale online sempre schierato, nel limite del possibile, a difesa dei valori leghisti o UDC, con qualche spruzzata di buonismo strategico ogni tanto. Ma perché ce la si prende con LiberaTv? Pensate che si sono giustamente rammaricati. Bazzi addirittura, in un suo articolo, non riesce a smettere di pensare a quel povero morto, falciato da un idiota ubriaco:

Proviamo a immaginare, tutti insieme, cos’ha provato ieri sera sua moglie… E cosa proverà nei prossimi giorni, quando si renderà davvero conto di cosa è successo… E come vivrà il Natale che si avvicina… E che cosa racconterà a suo figlio, quando crescerà… E proviamo a immaginarci cosa significa perdere la persona amata nel momento più bello della vita, con un bimbo appena nato…” – e ancora – “Non so voi, ma io non riesco a smettere di pensarci. Di pensare a quell’uomo di soli 36 anni che ieri pomeriggio è stato falciato dall’imbecillità, dall’incoscienza, dalla demenza di un criminale. Perché di fronte a un fatto del genere, che grida vendetta a tutti i cieli dell’universo, non dobbiamo avere paura di chiamarlo CRIMINALE. (il maiuscolo è dell’autore NdR)”.

Parole più che condivisibili. Parole che dovrebbero far riflettere. Putroppo queste sembrano solo parole di circostanza atte a creare ovvia e plateale empatia. Scriveva infatti lo stesso portale Liberatv solo pochi mesi prima, sempre a firma di Bazzi con l’amico Leoni:

“La Grande Purga di chi si è bevuto il cervello! È ora di dire basta al Sistema di Via Sicura: una macchina infernale fuori controllo che stritola i cittadini.

Sta crescendo nella pancia del nostro Paese e del nostro Cantone un Sistema gravemente liberticida, intollerabile, ingiusto, che va combattuto con coraggio e determinazione. E d’ora in avanti non mancheremo occasione per martellare le istituzioni, Consiglio di Stato e Gran Consiglio in primis, affinché si adoperino per accendere le luci e smantellare questa sorta di Guantanamo costruita alla chetichella.”

Quello di Via Sicura è per i due giornalisti un pantano di prepotenza bernese, un’ingerenza intollerabile dello Stato che non ha in realtà a cuore la salvezza dei cittadini, ma vuole solo spillare loro denaro:

“C’è chi si è bevuto un bicchiere di troppo. E c’è chi si è bevuto completamente il cervello. (triste metafora alla luce dei fatti, NdR) (…) Un mondo popolato dalla fauna tipica dei regimi. Da burocrati insensibili e dai loro Berija. Da politici pavidi, distratti e asserviti al potere e ai deliri normativi bernesi e da figure inventate di nuovo ma con lo stampo orwelliano. Tutti laboriosamente al servizio della Grande Purga in atto. (…) Ad essere poco conosciuti sono anche i meccanismi con cui quella macchina infernale stritola letteralmente la vita di una persona: psicologicamente, economicamente e professionalmente. E come sempre sono i poveracci e i cittadini della classe media – che hanno il posto di lavoro ballerino e non hanno i biglietti da mille alla portata – a pagarne le conseguenze peggiori.”

Quella macchina infernale, cari colleghi, è quella che cerca di impedire atti come quello che hanno stroncato una vita proprio l’altro giorno. E allora decidetevi: o le regole sono un’ingerenza del governo, una schifezza ad opera dei balivi, oppure sono il giusto atteggiamento di uno Stato che si preoccupa dei suoi cittadini. Perché schiacciare il chiodo per divertirsi o bere “qualche bicchierino” coi soci può portare alla morte di qualcuno, qualcuno che non tornerà più e che lascia uno strascico di dolore dietro di sé. Questo impone regole più strette? Bene, io ci sto e con me tanti svizzeri che hanno rifiutato di garantire il successo all’iniziativa sostenuta dalla Lega. Meglio pagare “qualche biglietto da mille”, che avere un morto sulla coscienza.

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