Il Merlot dei sogni

La Piccola Vigna vince il premio per il miglior vino svizzero: storia di una passione familiare

Di Redazione

Premio per il miglior vino svizzero alla Piccola Vigna di Soldini e Trapletti. Potremmo sperticarci nelle solite lodi alla viticoltura ticinese e alla pervicacia dei vigniaioli, ma abbiamo preferito fare qualcosa di diverso. Abbiamo chiesto qualche riga a Chiara Soldini, figlia e nipote di questi ostinati coltivatori e produttori di raccontarci questo sogno, questa commovente avventura. Cosa significa questo premio, e soprattutto cosa serve per costruire un amore così grande. La parola a Chiara, giustamente fiera della sua famiglia:

“Se penso a ciò che mi rende davvero felice, al primo posto c’è sicuramente vedere le persone a cui voglio bene essere fiere di me. Questa settimana però ho scoperto un nuovo e grande piacere: la gioia dell’essere orgogliosi di qualcun altro, in questo caso della mia famiglia, in special modo di mio papà e di mio zio.

A questo punto vale la pena spiegare cosa hanno fatto di tanto speciale. Questi due uomini sono due semplici ferrovieri che all’inizio degli anni ’90 hanno deciso di portare avanti una loro passione, cioè la viticoltura. Così è nata la cantina Piccola Vigna. Nel tempo hanno affinato le loro tecniche restando però degli “hobbisti” e mai pensando di fare dell’enologia una professione. Poi, negli ultimi anni decidono di confrontarsi con altri produttori e inviano i loro vini a concorsi nazionali e internazionali. E qui arriva la grande magia. Dopo alcune timide medaglie d’argento e altre d’oro ecco il botto: nella primavera di quest’anno il Piccola Vigna Barrique 2012 viene nominato miglior merlot in purezza al “Mondial du Merlot” e miglior vino in concorso.

Ci siamo goduti questi mesi di euforia anche se non ci illudevamo di poter arrivare così in alto. Invece ecco arrivare la seconda magia ed ecco il motivo per cui mi trovo ora a scrivere. Martedì 31 ottobre, a Berna, durante il “Grand Prix du Vin Suisse”, è stato premiato il miglior merlot della Svizzera e con grande incredulità ci siamo ritrovati sul gradino più alto del podio, sul quale siamo tornati poco più tardi per ricevere anche il riconoscimento per il miglior vino rosso del concorso.

È proprio questo il momento esatto in cui ho preso consapevolezza di quanto ero orgogliosa di essere figlia e nipote di questi due grandi lavoratori. Poi rientrando in treno, mi sono soffermata a pensare a quello che la Piccola Vigna ha rappresentato per me.

Mi rende fiera il pensiero delle prime vendemmie, quando in cantina si torchiava a mano la poca uva che producevano. Sono fiera di loro perché per amore del vino hanno rinunciato a momenti preziosi in famiglia senza mai farci mancare la loro presenza. Sono fiera perché attraverso il vino hanno portato avanti degli ideali come la solidarietà e il rispetto. Ricordo ancora lo sciopero alle Officine di Bellinzona. Si partiva tutti insieme, con la macchina piena di cartoni di vino, per portare così il nostro sostegno e dire che c’eravamo e non li avremmo lasciati soli. Rammento anche la cena organizzata in poco tempo dalla cantina per raccogliere fondi per la famiglia messicana, amica di mio zio, a cui un uragano aveva spazzato via la casa e  ristorante. Queste sono state le più grandi lezioni della mia vita.

Sono fiera di loro perché hanno raggiunto grandi obiettivi senza mai sfruttare nessuno. Chiunque abbia dato una mano in cantina lo ha sempre fatto perché ne aveva piacere e lo ha fatto con un sorriso. Quando c’è da lavorare ecco spuntare gli amici di sempre, la famiglia, i pensionati amici di mio papà e alcune “new entry”…e non c’è giornata pesante che non venga conclusa con vino, pane e salame. È stato bello vedere questi amici salire sul palco per ritirare i premi e condividere la gioia. Sono fiera di loro perché, anche con i riconoscimenti ottenuti, non hanno mai cambiato la loro filosofia, mettendo sempre in primo piano la qualità piuttosto che la quantità e il guadagno.

Ma soprattutto sono fiera di loro perché con questi ultimi successi hanno dimostrato che con la passione e la determinazione si possono fare grandi conquiste. Realtà piccole come la nostra e come tante altre, con impegno e dedizione possono mirare all’eccellenza senza perdere la propria identità.

La vittoria della nostra Piccola Vigna è stata la vittoria di tutti coloro che l’hanno sentita almeno una volta anche la loro cantina.”

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