MPS paga le firme o no?

Gli accusatori ribattono e confermano le proprie dichiarazioni circa il pagamento dei raccoglitori di firme da parte del Movimento per il Socialismo

Di Redazione

A Bellinzona, come molti sanno, è appena terminata la raccolta di firme di Lega, MPS e UDC per il referendum che vuole rivedere gli stipendi dei municipali, ritenuti troppo esosi anche se allineati alle altre realtà similari in Svizzera. La raccolta è riuscita, ricordiamo però che  anche il municipale leghista Mauro Minotti si è dissociato dal referendum promosso dai colleghi di partito.

Rimane però sul tavolo la polemica relativa al metodo di raccolta delle firme. Soprattutto nel battibecco tra Opinione Liberale e MPS stesso. Il periodico liberale riporta la testimonianza, che era stata ripresa anche dal Corriere del Ticino, dell’ex municipale del PS di Giubiasco Claudio Buletti e del suo collega Ilario Bacciarini del PLR. Il botta e risposta è stato pesante, con lo stesso Pronzini che in un post aveva dato degli idioti ai due municipali. Ascoltiamo Buletti, che rilascia la sua testimonianza a Ticinonews:

“Confermo tutto e non ho problemi a farlo. Ero in un bar con Ilario Bacciarini del Plr quando un signore si avvicina e chiede se voglio firmare questo referendum. E, quando gli chiedo per chi sta raccogliendo le firme, mi risponde candidamente che lo sta facendo per Pronzini il quale garantisce un pagamento di 80 centesimi a firma. Questo è l’episodio a cui ho assistito e a cui erano presenti testimoni”.

Buletti e Bacciarini mantengono saldi la loro versione, e a questo punto è la parola dei referendisti contro quella dei due testimoni. Sarebbe una specie di stallo se non ci fosse un’altra testimonianza sempre in merito alla raccolta di firme. Stavolta di due membri della GISO, anch’essi impegnati in una raccolta per un’altra iniziativa al mercato di Bellinzona.

“La mattina di sabato 28 ottobre, a pochi metri da Piazza del Sole a Bellinzona, ho chiacchierato con una ragazza e un ragazzo che raccoglievano firme per il referendum lanciato dal Movimento Per Il Socialismo. Il tutto è avvenuto a meno di 5 metri dalla bancarella alla quale era presente anche Pino Sergi. I due giovani, sui 20-25 anni, mi hanno raccontato di essere italiani, membri attivi dei movimenti no-global e residenti in Ticino da meno di una settimana per cercare fortuna in Svizzera. Ho chiesto loro se venivano pagati per la raccolta firme, mi hanno detto di ricevere un forfait “di 10-20 CHF, ogni tanto”.”
Non sta a noi giudicare, raccogliere firme pagando è lecito ed è pratica comune, soprattutto da parte dell’UDC che ha una disponibilità finanziaria maggiore di molti partiti. Anche oltre Gottardo la pratica è più diffusa che in Ticino, Cantone che tendenzialmente sino ad ora (UDC a parte appunto) ha resistito alla tentazione.

Certo, se pensiamo alla Civica fortemente voluta soprattutto dall’UDC, ci domandiamo quanto sia formativo per i giovani sapere che i referendum si costruiscono non tanto, con le firme quanto col denaro.

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