Potersi godere i figli, ora si può

Intervista a Nicola Pini, autore di un rapporto sul congedo di paternità approvato all’unanimità dalla Commissione Gestione del Gran Consiglio

Di Corrado Mordasini

In un Ticino sempre più ripiegato sull’egoismo e sugli interessi personali, poco attento alle istanze sociali, fa piacere vedere un certo fermento nella questione del congedo paternità, e cioè il diritto anche per il padre di avere dei giorni liberi per sostituire e coadiuvare le compagne che hanno dato alla luce un pargolo.

Quello che fino a ieri sembrava impensabile, come lo erano ai loro tempi d’altronde l’AVS o il voto femminile, comincia a prendere forma nella mente dei ticinesi e soprattutto della politica. Se la Sinistra ha sempre sostenuto questi concetti, meno frequente è trovare una sponda nei partiti borghesi, proprio per questo sono encomiabili gli sforzi, per esempio, di Alessia Ponti, sindaca di Castel San Pietro che propone il congedo paternità per i dipendenti del Comune (leggi qui), o Giorgio Fonio che ha sostenuto l’iniziativa di Travail Suisse per un congedo paternità di 20 giorni (leggi qui).

Un ulteriore passo in questa direzione è stato fatto grazie a Nicola Pini: infatti, martedì scorso, la Commissione della Gestione e delle Finanze del Gran Consiglio ha approvato all’unanimità un suo rapporto che accoglie parzialmente un iniziativa parlamentare del Partito Socialista del 2015: per i dipendenti dello Stato, congedo paternità da 5 a 10 giorni, congedo per malattia dei figli da 3 a 5 giorni e abrogazione della soglia minima dell’80% per l’occupazione di funzioni dirigenziali (anche per permettere il job-sharing).

Abbiamo raggiunto Nicola Pini, relatore della commissione e promotore della proposta per fargli alcune domande.

1)Nicola Pini, c’è chi puntava molto più in la, come socialisti e PPD. Questo è un compromesso per accontentare tutti o il primo passo di concessioni magari più ampie in futuro?

L’iniziativa parlamentare del PS formulava delle proposte per meglio conciliare vita professionale e familiare; proposte che il Consiglio di Stato ha perlopiù ritenuto già evase – in effetti negli ultimi anni un miglioramento a livello di pubblico impiego c’è stato – o da respingere, come per il congedo paternità, che il Governo riteneva corretto lasciare a 5 giorni, in media con gli altri Cantoni. La Commissione ha invece ritenuto importante dare completamente seguito a questo punto dell’iniziativa, che chiedeva di portare il congedo a 10 giorni (e non a 20 come l’iniziativa popolare depositata a livello nazionale dal PPD), considerando il tema importante perché sono sempre più le giovani famiglie che – per volontà o necessità – ricorrono a un doppio lavoro.

2)La cura dei figli è di basilare importanza. Questa è solo una concessione o un investimento per il futuro?

È sicuramente un investimento importante che permette di raggiungere diversi obiettivi, in primis un concreto sostegno alle neo-mamme non solo nei primi giorni dopo il parto, ma soprattutto nel periodo di rientro sul lavoro: a differenza del congedo di maternità, il congedo paternità è infatti da percepire in maniera flessibile entro un anno dalla nascita del bambino. È inoltre uno strumento per ridurre il rischio di depressione post-parto, che tocca una donna su dieci, e per rafforzare dei modelli familiari egalitari, moderni e a piena soddisfazione della coppia e del bambino che, ricordiamolo appoggiandoci sulla Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo, ha sin dall’inizio bisogno di entrambi i genitori.

Si tratta inoltre di un’opportunità anche per gli uomini, anche loro alle prese con la necessità di conciliare lavoro e famiglia: i giovani padri di oggi desiderano infatti assumersi maggiori responsabilità nella cura dei figli e, a specchio, la società esige sempre di più questo approccio.

3)Pini, padre da poco, cosa significa oggi avere un figlio, immaginare le sue prospettive, sognare orizzonti migliori…

Devo ammettere – andando forse un po’ controcorrente – che in questo la nascita di Furio non mi ha stravolto. Ho sempre sognato e inseguito orizzonti migliori, e forse per questo mi impegno così tanto in politica, in particolare inseguendo la concretezza, con l’intento di diminuire le incertezze tipiche del nostro tempo. La cosa più difficile è che per quanto puoi organizzare, per finire devi sempre improvvisare, perché tutto a un tratto il bimbo è al primo posto. E anche se è difficile, tutto si combina per finire: ad esempio – per un imprevisto – ho già vissuto un incontro bilaterale nell’ufficio di un Consigliere di Stato con lui in braccio, che partecipava con qualche versetto di tanto in tanto. Voleva dire anche lui la sua.

4)Mi scrive due righe per fare gli auguri ai neopapà e alle neomamme?

Facile: vi auguro che…dorma di notte ☺ Scherzi a parte vi auguro la fortuna di avere le risorse e le condizioni personali e professionali per poter godere appieno di questi momenti speciali e irripetibili. E oltre all’augurio alle neo-colleghe e ai neo-colleghi genitori, uno stimolo anche alle amiche e agli amici trentenni: è dura e bisogna affrontare dubbi, scelte e qualche paura, ma il suo sorriso al mattino presto appena sveglio è la cosa più bella del mondo!

Ti potrebbero interessare: