Sarà perché sono gay?..

Di Redazione

Roma, sabato sera.

Decido insieme a due amici di andare a ballare in un noto locale di Roma..più precisamente IL LANIFICIO (via Pietralata 159).
Ci mettiamo in fila come i tanti altri intorno a noi.
30 minuti di fila dei quali gli ultimi 15 difronte al buttafuori, con la transenna che quasi ci tagliava le gambe.
L’individuo era come infastidito dalla nostra presenza tanto da non degnarci neanche di uno sguardo, al punto da dare la precedenza ai tanti DIETRO di noi.
Ad interrompere i successivi 10 minuti di attesa.. l’esordio dello stesso con:“Sta a diventà un mondo de merda.. SO TUTTI FROCI, pensa che persino i FROCI mo se ponno sposà.. ”.
Noi allibiti e senza parole decidiamo di lasciare la fila e senza dire niente ci spostiamo nel locale accanto per sfidare la sorte..
il COROPUNA (via pietralata 149).
In fila ..nessuno.
Ad attenderci, il “buttafuori/direttore di casting” che dopo uno scanner da capo a piedi ci fa:“vi serve qualcosa?”.. noi quasi incapaci di rispondere ad una domanda simile all’ingresso di un locale balbettiamo ..:”vorremmo berci una cosa”.
Lui, senza neanche guardarci risponde “mmmm.. no … siete vestiti troppo sportivi”.
IO che in passato ho frequentato il locale ed IO che non so neanche come ci si vesta in modo sportivo, come lui, scannerizzo la gente che aveva passato “il casting” e sbirciando dalla porta vedo solo degli stivali bianchi al ginocchio tacco 3 e nessuno smoking!
Io ormai saturo e carico dallo spiacevole accaduto precedente, esordisco con :“FORSE PERCHÉ SONO GAY?”.. lui, come se lo avessi beccato sul fatto ribatte dicendo che era una mia teoria e SENZA SMENTIRLA continua a mugugnare cose e parole.. forse lettere.Io mi chiamo Angelo Recchia, tra 10 giorni avrò 24 anni. Sono un ballerino italiano che ama il suo lavoro ed ancora prima la sua vita!
Sono lo stesso che a 12 anni quando andava a scuola, a dargli il buongiorno c’era :“ANGELO RICCHIONE FACCIA DA COGLIONE”.
Sono lo stesso che aveva paura a salutare i maschi perché non sapeva dare il 5.
Sono lo stesso che piangeva e non parlava.
Sono lo stesso che come tanti mangia, beve e caga.
Sono lo stesso ma non sono UGUALE.

#AngeloRecchia

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