E se vi facessero pipì sull’uscio?

Spaccati di quotidiana intolleranza condominiale

Di CarnetNoir

Cosa fareste se qualcuno vi pisciasse sul pianerottolo? Un po’ vi girerebbero eh?

Purtroppo questo genere di cose capitano più sesso di quanto sembri, come a me per esempio.

Il motivo? Forse i bambini danno fastidio, se non sono fermi, zitti e lobotomizzati dai nuovi media non sono tollerabili. I tre infanti in questione, (sì, tre ne ho) sono piccoli alieni vivaci ma educati, allevati secondo i dettami della vecchia scuola: TV limitata, niente tablet e giochi elettronici, niente cellulari. Solo giochi muti e senza suoni, tante costruzioni, libri e pitture, passeggiate e giochi all’aperto. Insomma, sono degli sfigati che ricevono pure poche merendine preconfezionate, hanno una madre scellerata che fa tutto in casa, dal gelato alle brioches, dagli hamburger alle torte di compleanno; un’invasata del junk food salutare. I poveri bambini hanno la malsana abitudine di  giocare tra loro, producendo un frastuono insopportabile, quello delle risate e della felicità.

Evidentemente in questo mondo poco tollerante, non si riesce più nemmeno a convivere con dei bambini. La verità, signori, è che nel 2017 non si tollera niente e ci si nasconde dietro a un dito, anzi, dietro a un pisello, urinando sui pianerottoli altrui per dimostrare tutto il proprio animalesco dissenso.

Non so se credere ancora nella discriminazione o nel razzismo. L’impressione è che per sfogare le frustrazioni vada bene un bersaglio qualunque, anche una divorziata sfigata con tre figli.

È disarmante sapere che la tecnologia ci permette di esplorare lo spazio, di girare il pianeta con un telefonino e non si è più capaci di suonare un campanello anche solo per dire serenamente “può dire ai suoi figli di calmarsi un po’?”, posto che dopo le dieci del mattino in un giorno feriale uno deve pure imparare che il mondo va avanti anche se ha sonno.

I nostri figli sono il futuro e io voglio ancora credere che possano crescere giocando serenamente, tessendo rapporti umani e coltivando affetti che poi si protrarranno nel tempo.

Io penso che l’infanzia vada tutelata, che i bimbi siano la stampella della nostra vecchiaia, e che se li educhiamo senza principi e senza morale non potranno imparare a rispettare e aiutare i più deboli. Se vogliamo coccolare i nostri anziani dobbiamo partire dalle basi, e chi meglio dei nipotini può regalarci un sorriso?

L’integrazione non è una teoria, l’integrazione si fa anche attraverso i rapporti condominiali, e pisciare sulle porte altrui non è certo il modo migliore per insegnare a dei bambini come risolvere i problemi. Sennò la prossima volta vi troverete voi una cacca di cane sul pianerottolo.

“L’integrazione è un’operazione che si fa in due. Non ci si integra da soli. Integrarsi non significa rinunciare alle componenti della propria identità di origine ma adattarle a una nuova vita in cui si da e si riceve” (Tahar Ben Jelloun).

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