Volabàss e schiva i sass!

Intervista a Christian Demarta in occasione dell’uscita di “Volabass trì: mócala lì!”, volume di modi di dire dialettal illustrati

Di Redazione

In questi giorni sarà pubblicato «Volabass trì: mócala lì!» (sottotitolo «Fly low 3: coffee it there!»).

Christian Demarta non è nuovo a operazioni del genere. Vignettista, grafico, perfido, sarcastico e senza peli sulla lingua o sullo stomaco, ci ha già deliziati in passato con altre due edizioni di Volabàss, raccolte di modi di dire dialettali illustrati.

Christian, collaboratore per anni della rivista satirica Il Diavolo, ci prova per la terza volta.

Christian, sii onesto, come fai a trovare tutti questi modi di dire? Non li hai finiti ormai?

A som scià a la früta, soprattutto perché i modi di dire più divertenti da tradurre e illustrare sono quelli più comuni e sulla bocca di tutti, e ahimé quelli li ho già passati in rassegna. Ma in realtà il dialetto è un pozzo senza fondo. A volerne illustrare tutte le espressioni da Airolo a Chiasso ci vorrebbero almeno nove vite, non per nulla gli scienziati del dizionario dei dialetti – che infatti non son dei gatti – dopo 20 anni di lavoro arrancano ancora alla lettera E.

Dove li trovo? Molti modi di dire li ho recuperati in oscuri anfratti del web; un’altra buona fetta facendo ricorso alla memoria familiare; per la roba più tosta mi affido a dei pusher di fiducia.  

Il dialetto: a Lugano lo insegnano nei doposcuola, è un’operazione che tutela in parte l’idioma dei nostri avi o è l’inutile strascico di un’agonia? E tu, col tuo libretto, salverai il dialetto? (abbiamo fatto la rima)

No, Volabass trì non salverà il dialetto: grazie alla carta riciclata su cui è stato stampato, salverà il mondo!!

Scherzo. Il mio è un apporto di tipo goliardico, rigorosamente non scientifico (come riporto pure nelle avvertenze del libro che vanno assolutamente lette prima di maneggiarlo). D’altronde proprio questa sua leggerezza (250 grammi, accenti inclusi) ha permesso a Volabass sin dal primo capitolo di ottenere un grande successo popolare e probabilmente nel suo piccolo contribuisce a rivitalizzare le espressioni più ridanciane del dialetto.

Credo che il dialetto non sia affatto destinato all’agonia, a patto che non si chiuda in sé stesso facendosi strumentalizzare per biechi scopi (ad esempio come cavallo di battaglia di partiti retrogradi). Volabass con le sue traduzioni in inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano vorrebbe essere un veicolo di apertura e diffusione, affinché questa lingua tanto vivace e colorita travalichi i confini (cantonali, ma anche e soprattutto mentali) e sia accessibile a tutti.  

Vorremmo sapere se sei un lucido professionista o se ridi anche tu mentre disegni le tue vignette.

Guarda, non so come facciano i miei colleghi umoristi, ma io ho un mio metodo intimo e infallibile per sapere se una vignetta ha qualche possibilità di successo: sbircio nelle mutande e controllo se ma rid anca al böcc dal cüü.

Quanto è importante per te disegnare? Fai un’iperbole, un paragone per fare capire la tua passione a chi non riesce a disegnare nemmeno uno spaghetto senza sbagliare.

Nella mia top ten disegnare viene sicuramente dopo respirare e prima di compilare le tasse. La cruda verità è che ci sono giorni in cui disegnare mi appassiona al punto da perdere la cognizione delle ore (Volabass trì è stato illustrato in questa sorta di trance nell’arco di sole tre settimane) e altri giorni in cui mi ritrovo ai piedi della scala e panico al solo pensiero di dover disegnare non degli spaghetti (che essendo diritti sono già mica male difficili), ma persino dei malfatti.

Ultima domanda, chi sa disegnare bene cucca?

Agli albori della mia carriera ne ero convinto, ma la pratica dimostrava che cuccavano di più quelli che sapevano suonare la chitarra. Così mi son messo a studiare la chitarra, che però, quando avevo finalmente imparato a strimpellare tre accordi, non tirava già più. Avevo invece la netta percezione che cuccassero quelli in completo da yuppie. A quel punto – in tutta franchezza – non ce l’ho fatta a iscrivermi alla Bocconi unicamente per elemosinare un po’ di barzigola e mi son rassegnato a muovere la mano come istintivamente sapevo già fare (per disegnare e suonare la chitarra, ovvio).

Ultimissimissima domanda, dove possiamo trovare il tuo libro, fantastica strenna natalizia, diversa e guizzante come una carpa koi nel laghetto?

Alle pendici dell’Everest nel villaggio di Phakding presso il chiosco di Madame Nguen (impilato dietro agli yogurt di yak).

Oppure in tutte le migliori librerie della Svizzera italiana.

Chi fosse invece intenzionato a ricevere a casa il libro di Christian Demarta può scrivere a: volabass.libro@gmail.com specificando numero di copie e indirizzo (costo: CHF 22.- già incluse spese di spedizione).

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