Avocado, quando mangiare sano uccide

L’incremento della richiesta di avocado in Europa ha generato un traffico che causa povertà e morte in Centro e Sud America

Di Claudia Fabrizio

Che siano qualità Fuerte, Hass o Bacón, c’è chi ne andava matto già 20 anni fa. Poi c’è chi ha iniziato ad adorare l’avocado da quando, nel suo splendore, ha iniziato a esibirsi su Instagram nei piatti fighi dei bar tematici. E poi ci sono loro, messicani o cileni, che ci si nutrivano secoli fa e ora non possono più, perché lì dove si produce, l’avocado vale come l’oro.

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Secondo l’ultimo rapporto “Food Outlook” della FAO, pubblicato in novembre, la vendita di frutta esotica è sempre più protagonista del commercio globale. Si prospetta che i volumi di esportazioni del mango, dell’ananas, dell’avocado e della papaya raggiungeranno, nel 2018, i 10 miliardi di dollari. Curiosando tra i vari banconi di frutta e verdura dei maggiori supermercati ticinesi, abbiamo la conferma: mango e avocado non mancano mai. Anche la papaya appare spesso, mentre bananiti e alchechengi sono un po’ più rari. Nei discount la situazione non varia molto, Denner, Aldi e Lidl l’hanno garantito: “L’avocado è assolutamente un frutto di tendenza e di anno in anno viene sempre più apprezzato. Ampliando il reparto di frutta e verdura, l’offerta di prodotti esotici è chiaramente aumentata”, mi dicono da Lidl. Se, i distributori ticinesi non parlano di cifre, che l’avocado sia sempre presente tra i banconi è innegabile: “Anche noi che non abbiamo la stessa offerta di frutta della grande distribuzione, oltre al melograno e alle banane, vendiamo avocado. Poi non ricordo di preciso quando è arrivato nei supermercati qui in Svizzera”, dice l’addetta stampa di Denner.

avocado production

 

Tutti gli avocado che troviamo nei supermercati ticinesi arrivano prevalentemente dall’America Centrale e del Sud, aree dove vi è vasta disponibilità di frutti di ottima qualità: Cile, Perù e Messico sono in testa. Migros aggiunge: “Ci stiamo impegnando in progetti volti a proporre nei prossimi anni sempre più frutta esotica europea, sia per ridurre l’impatto ambientale di C02, sia dei trasporti.” Mentre Aldi sottolinea: “Diamo una grande importanza a una produzione sostenibile e al rispetto di standard etici. Insieme ai nostri fornitori ci impegniamo per la promozione di metodi di coltivazione rispettosi del clima e delle risorse”.

E meno male, verrebbe da dire.

ManorMigrosCoop

 

Sì perché, se mangiarci un aguacate ogni tanto fa bene a pancia e spirito, andarne matti non è poi tanto etico. In America Latina i danni procurati dall’oro verde sono già enormi.

In Cile, nella provincia di Petorca, le persone devono vivere senz’acqua perché le piantagioni di avocado se la sono bevuta tutta. Miguel, intervistato da una reporter italiana, racconta: “Prima del 2000, quando è iniziata la coltivazione intensiva di avocado, non c’erano problemi di siccità, nel fiume si faceva il bagno, si pescava”. Poi è iniziata la corsa all’oro verde e i diritti umani sono evaporati.

Ma passiamo al Messico dove, nel 2017, si prevede una produzione di 1,9 milioni di tonnellate di frutti, di cui oltre la metà è destinata all’esportazione. Nella regione del Michoacán, da dieci anni a questa parte, la conquista del mercato degli aguacates si è lasciata alle spalle sangue e povertà. Come ben documentato dalla stampa internazionale, il traffico di avocado fa gola quanto quello della coca. E i narcos messicani, con a capo El Mencho, successore di El Chapo, ne sono ghiotti. Nella regione, non esistono più terreni vergini o capaci di produrre diversi tipi di colture. L’espansione delle monoculture intensive ha portato, oltre all’ingente degrado ambientale, a ottomila persone ammazzate dai cartelli ‘della guacamole’.

E se la mafia, si interessa sempre più alle mode alimentari globali, (pensiamo alla soia in Brasile o alla quinoa in Perù e Bolivia), allora bisogna reagire agli eccessi gastrotentatori. Da un paio d’anni anche in Italia, in Sicilia e Sardegna, si coltiva avocado. Prima che la mafia del Bel Paese si butti sull’oro verde, se volete li trovate su ComproBio.ch. Anche io tornerò a una guacamole una tantum e cercherò di tenermi alla larga dall’imminente apertura del nuovo bar a tema di Milano: Avocadino.

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