Bellinzona, doppio tempo per i papà

Raddoppia il congedo paternità per i dipendenti della città di Bellinzona, portato a 20 giorni su proposta di Alessandro Lucchini, del Partito Comunista

Di Alessandro Schirm

Raddoppia il congedo paternità per i dipendenti della città di Bellinzona, che si sta distinguendo per la sua politica particolarmente sociale nei confronti degli impiegati. Dopo l’introduzione del salario minimo a 4000 franchi (con un contratto migliore di quello del governo cantonale), arriva oggi il congedo paternità di venti giorni, proposto da Alessandro Lucchini (PC).

Ricordiamo che il congedo paternità è ultimamente sostenuto trasversalmente da diversi esponenti dei partiti, come Alessia Ponti, sindaca PPD di Castel San Pietro, (leggi qui), Giorgio Fonio, sempre del PPD (leggi qui) o Nicola Pini che ha trasmesso una proposta socialista approvata poco tempo fa dalla Commissione Gestione del Gran Consiglio. (leggi qui)

La proposta del congedo di venti giorni, inserita nel nuovo regolamento dei dipendenti, è stato approvata ieri in Consiglio Comunale. La direzione del Comune, nonostante le continue critiche soprattutto da UDC, MPS e Lega, sembra ben definita. L’impressione è che Bellinzona intenda distinguersi anche dal punto di vista etico e non solo da quello economico o politico.

Auspichiamo che continui così, per ricordarci in fondo, che al centro delle politiche di un Comune ci sono principalmente donne e uomini prima di un moltiplicatore.

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