Ci sono di nuovo cascati tutti

La bufala sulla presenza di Weinstein a Lugano viene ripresa da buona parte della stampa ticinese

Di Corrado Mordasini

Ci sono di nuovo cascati tutti. Sì, di nuovo, e si fatica veramente a capire come si muova l’informazione in Ticino ultimamente.

Weinstein il molestatore e magnate di Hollywood, su tutti i media del mondo in seguito alle sue traversie, sarebbe venuto a passare qualche mese a Lugano.

Fonte della notizia? Alessandro Proto. Chi è Proto? Un megalomane, finto imprenditore, uno che ha intortato con le sue balle mezzo mondo. Socio di  Donald Trump, agente immobiliare di George Clooney, Johnny Depp e Leonardo Di Caprio, compratore de La7. Ha fatto bere anche a testate blasonate la sua candidatura alla presidenza di Unicredit, la sua scalata a FIAT e a Rcs. Nella sua testa ha anche ispirato il personaggio di Mr. Gray in 50 sfumature di grigio e Scorsese voleva fare un film su di lui. Ci sono cascati in tanti, assurdo ma vero.

Anche il Mattinonline, vendendoli come piccoli scoop, negli anni scorsi, aveva veicolato le cavolate di Proto, pure elogiandolo: “Alessandro Proto lascia il timone del suo impero a un luganese” (Ma quale impero! NdR), “Proto paparazzato fuori dalla villa di Johnny Depp,: “È già venuto due volte a Vacallo. Ed ecco cosa pensa del Ticino…”. -E ancora- “Un dirigente conferma: La società di Proto ha comprato un’isola greca.” E avanti così. Per anni.

Oggi assistiamo alla bufala su Weinstein, sempre propinata da Proto a un’informazione che fa veramente acqua da tutte le parti.  Ma si sa com’è. Per la paura di non dare la notizia si vendono le più gran cretinate, se è il caso si verifica dopo, tanto lo scopo è fare click. Ma la cosa assolutamente demenziale è che lo stesso Proto, un paio di anni fa, in un libro scritto col giornalista Andrea Scerensini, aveva raccontato le sue bufale: il titolo?  “Io sono l’impostore”.

Leggetevelo, scoprirete come sia facile dare a bere un mare di bufale a chiunque con facilità disarmante.

Ma come ha fatto il Proto a fregarci un’altra volta? Il 2 dicembre si viene a sapere da uno studio di avvocati, che Harvey Weinstein sarebbe venuto in villeggiatura a Lugano. Chi aveva un minimo di sale in zucca si sarebbe chiesto perché lo studio legale che difende Harvey Weinstein avrebbe dovuto avvisare tutti del suo arrivo e che vantaggio ne avrebbe tratto.

Noi sbagliamo, ci mancherebbe, e quando lo facciamo chiediamo scusa. Ma a volte le scuse non bastano, soprattutto quando si è così creduloni da non farsi venire qualche dubbio. Dubbio che supponiamo qualsiasi giornalista, neanche per forza scafato, dovrebbe avere. Ma come dicevamo, la foga della notizia è una brutta bestia.

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