FFS, un piano di emergenza no?

La nevicata e un guasto alla linea mandano nel caos la mobilità di tutto il Cantone. È accettabile che non ci sia un piano di emergenza da parte delle FFS?

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L’altro giorno ci siamo svegliati e, come per miracolo, ci siamo resi conto che siamo un Cantone alpino di una Nazione alpina, dove nevica.

Cioè, non siamo di Palermo. Non per dire dietro ai palermitani, ma per far capire che loro hanno la scusante, vedono la neve ogni 50 anni, è normale che gli si blocchi tutto, come anche a Roma per esempio.

Poi noi facciamo le battutine sugli italiani che vanno in palla per 5 centimetri di neve.

Ieri a noi ne sono bastati 20 per intasare e bloccare completamente un Cantone. Passi il traffico, qualche merlo senza gomme della neve è sufficiente per fermare il traffico sul Ceneri, che poi tra l’altro era bloccato dalla polizia, che non ti faceva salire se non avevi le catene.

La débâcle vergognosa riguarda soprattutto le ferrovie. Se sei rilassato ci vedi anche il lato comico. Treni soppressi, linee scomparse, convogli che se c’erano avevano ritardi di mezz’ora, e quando arrivavano in stazione la voce dall’altoparlante ti raccontava serenamente che non c’era posto sul treno e che dovevi aspettare un convoglio alternativo. Alternativo a cosa, dato che non c’erano nemmeno quelli normali di treni? E poi, per problemi tecnici, ti scaricavano alla stazione che volevano loro, dove NON c’erano bus per andare dove dovevi andare. Allievi delle scuole che non arrivavano alle sedi e se ci arrivavano non sapevano come tornare a casa. Insomma, un macello.

Se invece non eri rilassato, avresti volentieri arrossato la neve recidendo la giugulare di qualche direttore delle FFS.

Scherzi a parte, alcune considerazioni vanno fatte. Le Ferrovie Federali Svizzere agiscono in un Paese soggetto a nevicate, spesso anche copiose. Quando succedono eventi atmosferici della fattispecie, è ovvio che la maggior parte della gente lascia a casa la macchina e utilizza i servizi pubblici, treni e bus, è un assunto, non un’ipotesi.

Dunque, un servizio pubblico come le ferrovie, DEVE avere dei piani di emergenza per gestire il suo servizio, non in caso di catastrofe ma di una semplice nevicata. Nevicata che peraltro era stata annunciata con largo anticipo. E un fantomatico cavo rotto non giustifica due giorni con trasporti soppressi o a singhiozzo.

Ora non sappiamo cosa esattamente sia successo, ma a meno di un attentato terroristico a una centralina nevralgica, le scuse lasciano il tempo che trovano. Ormai viviamo in un Cantone dove la mobilità, qualunque essa sia, sta diventando impossibile. Colonne di ore per un incidente al dosso di Taverne, treni bloccati per due giorni per una nevicata. Abbiamo dei problemi seri, gente, e nel frattempo speriamo che non piova forte.

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