Il Grande Fratello di Amazon

Di

«Non è una notizia da poco» scrive Nicola Lagioia, di sicuro uno dei più grandi intellettuali italiani viventi. Lagioia è stato selezionatore al Festival cinematografico di Venezia, ha mantenuto egregie rubriche per la Rai (radio e televisione), come romanziere ha vinto il premio Strega (2015) con «La ferocia». Ora è direttore del Salone internazionale del Libro di Torino. A lui, tra l’altro, si deve quel saggio che in questi giorni ritorna prepotentemente in mente «Babbo Natale: come la Coca Cola ha colonizzato il nostro immaginario collettivo».

La notizia di cui diceva all’inizio è l’abbandono, o forse sarebbe meglio dire la sfida, che la casa editrice E/o ha lanciato al gigante della distribuzione Amazon.

I fatti: Amazon ha chiesto-imposto un innalzamento della percentuale di sconto (e che aumento: dal 30 a 50%!) per la vendita in rete dei libri.  In pratica se prima si pappava 6 franchi su di un libro di 20 ora ne vuole-pretende 10! Non si sa, al momento almeno, se tale ingiunzione sia stata tentata anche ad altre case editrici. Fatto gli è che l’editrice fondata da Sandro Ferri e Sandra Ozzola nel 1976, la E/O, ha detto no. E si è vista ritornare in resa tutti i suoi libri dai magazzini di Amazon.

Certo, la casa editrice ribelle non è un colosso dell’editoria italiana. Però il suo senso ce l’ha e non si tratta solo di occupare una nicchia. Presso i suoi tipi è stato stampato il libro che in assoluto ha venduto di più negli ultimi anni, quello della sconosciuta Ferrante («L’amica geniale» ha conquistato addirittura il primo posto in America!). Oltre a questo vanta nel suo catalogo nomi come quelli di Massimo Carlotto (uno dei più grandi giallisti italiani) e di una interessante schiera di giovani promesse del noir (Luca Poldelmengo, Piergiorgio Pulixi, Veit Heineken, Matteo Strukul, il collettivo Sabot…). Questo per quanto riguarda gli italiani. Se citiamo gli stranieri ecco allora il Grande Irraggiungibile Maestro Jean-Claude Izzo, la sorpresa Muriel Barbery (quella de «Il riccio»). Ancora: classici come Christa Wolf, Benjamin Tammuz, Boumil Hrabal, Michel Bussi, ecc… . In poche parole, non proprio una squadra risibile.

Questa la notizia «non da poco», alla vigilia di Natale. Il resto segue… e vedremo come andrà a finire. Altre case editrici , come la Sellerio, Marcos y Marcos, La Gems (che riunisce Garzanti, Guanda, Longanei, Ponte alle Grazie, Salani…) già hanno preannunciato la loro rinuncia in caso di ricatto.

Il precedente ci dice che Amazon dopo aver forzato la mano in Francia con Hachette ha poi ceduto. Ma allora il nocciolo della questione erano gli E-book ed  il ricatto era su di un pesce grosso. Qui si è aperta un’altra partita, la cui portata, «non da poco», oltrepassa il fatto contingente. Infatti non occorre essere maghi per capire che se Amazon dovesse riuscire ad imporre questa logica allora addio piccola editoria, e addio sperimentazioni e addio nuovi autori. Per farla corta una gran brutta nuova, che concerne tutti. Il Grande Fratello che mette le mani su di un mondo che tenta di resistere. Meglio: sopravvivere. A meno che questa situazione non favorisca la rinascita delle piccole librerie negli ultimi anni cancellate dalla fornitura via internet. Ma questo è un auspicio, o forse un sogno.

Ti potrebbero interessare: