Il grido dei ragazzi di Mendrisio

Il centro giovanile di Mendrisio rischia la chiusura. L’appello di genitori, ragazzi e operatori al Consiglio Comunale

Di CarnetNoir

Sempre più spesso leggiamo e sentiamo prese di posizione di cittadini indignati in merito alle condizioni di degrado di parchi giochi e zone limitrofe alle sedi scolastiche. Sul web si leggono manuali educativi di ogni tipo, tutti hanno una soluzione alla noia dei nostri giovani e spesso è quella di andare a prendere a casa i loro genitori e dargli tutte le legnate che non hanno dato ai loro figli per educarli. Oggi a rischiare la chiusura è il centro giovanile di Mendrisio. In un comunicato, ragazzi, genitori e operatori fanno un appello al Consiglio Comunale, che a breve deciderà della sorte del centro, ne riportiamo alcuni brani.

Care consigliere e cari consiglieri comunali di Mendrisio, il Centro giovani è una realtà sociale e culturale attiva ormai da anni. Da alcuni mesi, grazie a nuovi impulsi del Comune e del territorio, sta vivendo la sua fase più dinamica e creativa. Il numero di giovani frequentatori è in netto crescendo, così come la partecipazione alle varie attività espressive, ricreative e di socializzazione. Il centro è diventato un punto di riferimento complementare alla famiglia e alla scuola per una trentina almeno di giovani (ma molti di più in caso di serate e concerti). (…)

La conferma del credito al centro è un segnale importante di riconoscimento delle aspirazioni dei giovani e di valorizzazione delle loro risorse. Significa dare ai giovani un segnale importante: “Voi per Noi (adulti e politici) contate! Voi potete fare affidamento sul nostro sostegno. Poi starà a Voi dimostrare che il centro significa davvero qualcosa di importante per la vostra crescita. Ma intanto Noi ci siamo!”. L’eventuale chiusura del centro giovani sarebbe al contrario un atto politico che verrebbe recepito dai giovani come un atto di profonda sfiducia nelle loro legittime aspirazioni…”

La realtà è che siamo di fronte a un gatto che si morde la coda, perché da una parte si cerca di creare spazi di aggregazione e sostegno per i ragazzi, con figure professionali di riferimento, e dall’altra si tarpano le ali a chi davvero vuole dare un valore aggiunto ai nostri figli.

Urge mettersi una mano sulla coscienza e fare una riflessione a riguardo dei prossimi probabili tagli sui centri giovanili, nella fattispecie quello di Mendrisio che vive un momento di incertezza sul suo futuro. Il prossimo 18 dicembre il Comune approverà il preventivo per l’esercizio 2018 e vi è un forte rischio che il credito necessario alla gestione del centro giovani venga tagliato.

È fondamentale che i giovani abbiano la possibilità di confrontarsi, giocare, raccontarsi, conoscersi, innamorarsi, capirsi, viversi, guardarsi, apprendere, essere sostenuti, confidarsi. Bisogna che sentano che “i grandi” hanno fiducia in loro e che facciano dei sacrifici per la loro crescita, togliere loro le occasioni per sentirsi al sicuro non è la soluzione. Può essere un risparmio materiale sul breve termine, ma il rischio (anche finanziario) di doversi poi sobbarcare le conseguenze morali e sociali di una privazione di speranza è immenso.

Leggendo l’appello disperato su Facebook mi sono messa nei loro panni, mi sono chiesta cosa ci sia da fare per loro. Ai nostri tempi non avevamo la fortuna di avere i centri giovanili, forse una qualche cappellata ce la saremmo pure risparmiata se li avessimo avuti, chissà…

“L’esperienza è la sola cosa che porta la conoscenza, e più tempo passi sulla terra, più esperienza ti fai”, Il mago di Oz, Lyman Frank Baum

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