Gucci, non prendiamoci in giro

Quello di Gucci è l’emblematico fallimento di quella politica che ragione solo a soldoni immediati fregandosene delle conseguenze.

Di Corrado Mordasini

Si, non prendiamoci in giro. Quello di Gucci è l’emblematico fallimento di quella politica che ragione solo a soldoni immediati fregandosene delle conseguenze. La Gucci arrivò con Vitta ancora sindaco di Sant’Antonino, la strada era già spianata dalle scelte liberiste della ministra Masoni, quella che aveva concesso centinaia di milioni di sgravi alle aziende senza vedere in cambio un copeco, anzi lasciando al Cantone un buco che cerchiamo di tappare ancora adesso.

Era il 2012 e i dirigenti della Luxury Good International, comprendente Gucci, avevano promesso un 25% di posti a residenti e ticinesi. Beh, quei posti si ridussero alla fine a un misero 10%, 15 su 150. Citiamo dalla pagina di Informazione Politica Ticino:

“Questa impresa del “lusso e dell’eleganza”, che all’allora sindaco di Sant’Antonino, Christin Vitta,  ha attirato nel suo comune a suon di sgravi è un immenso scafandro.  “20.000 mq. di superficie, 300.000 m3 di cubatura,, tecnologie d’avanguardia, (… che serve)  1.157 negozi a gestione diretta e tutti gli altri punti vendita selezionati in ogni parte del mondo. Il nuovo centro può gestire fino a 19 milioni di pezzi all’anno e preparare 2.300 colli all’ora”, come scriveva all’epoca dell’inaugurazione il Corriere del Ticino.”

I famosi posti di lavoro poi, si rivelarono per quello che erano, citiamo sempre da Informazione Politica Ticino:

“ la stragrande maggioranza del personale fisso assunto per un grado d’impiego del 70%, con salari tra i 2’700 e i 2’300 lordi, ma piuttosto verso  i 2’300 franchi lordi. Quasi tutti i dipendenti sono frontalieri (anche perché provaci tu a vivere con 2’700 lordi!) avvisati via sms, entro le 21.00 di sera se il giorno successivo devono lavorare e in che sede con ben 11 tipi di orario di lavoro diversi!”

L’arrivo di Gucci è rappresentativo di quella mentalità neoliberista che una bella fetta del partito liberale promuove regolarmente e che purtroppo Christian Vitta ora rappresenta in Governo. Quello che rimane sono i cocci, centinaia di frontalieri a paghe indegne, quasi nessun posto per i residenti, e il rischio di una truffa fiscale per 1 miliardo e 300’000 euro.

E non veniteci a dire non lo sapevamo. Lo si diceva già 5 anni fa, ma l’avidità dei soldoni che Gucci pagava qua, rese ciechi e poco etici. Concludeva il suo pezzo Informazione Politica:

“Sì perche la LGI, questo “gioiello della logistica”, è una di quelle imprese a statuto speciale che noi dovremmo a tutti i costi mantenere in Svizzera con la Riforma III perché “crea posti di lavoro” e “benessere” ci dicono i sostenitori.

Quel che non ci dicono è che a forza di offrire posti di lavoro con salari infami per chi vive in Svizzera, a Sant’Antonino la spesa per l’assistenza sociale è più che raddoppiata in tre anni e molti giovani non trovano lavoro.”

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