La macelleria sociale di No Billag

Se passasse l’iniziativa No Billag si verificherebbe un colossale ammanco nella cassa pensione della SSR e un’impennata paurosa dei costi per i lavoratori che finirebbero in disoccupazione o in assistenza

Di Corrado Mordasini

Vogliamo parlare di soldoni, caro ticinese? Perché, sai, mica te la raccontano giusta. Partiamo da una premessa logica ma che in seguito ai recenti sondaggi non è sufficentemente chiara. Se passa No Billag SSR chiude. Ecco il testo del’iniziativa che non lascia spazio a dubbi.

La Confederazione mette periodicamente all’asta concessioni per la radio e la televisione.

La Confederazione non sovvenziona alcuna emittente radiofonica o televisiva. Può remunerare la diffusione di comunicazioni ufficiali urgenti.

La Confederazione o terzi da essa incaricati non possono riscuotere canoni.

Ecco, ora che siamo in chiaro, proseguiamo col ragionamento. La SSR ha una cassa pensioni propria, la PKS/CPS che paga le rendite a 2179 persone (dato fine 2016), amministrando un capitale di circa 3 miliardi di franchi. Se passasse l’iniziativa No Billag, ovviamente la cassa pensione non cadrà immediatamente ma si vedrà mancare in un solo colpo i contributi dei dipendenti SSR, che sono in totale 6700.

Questo comporterebbe un immediato ammanco di liquidità perché la cassa di colpo non verrebbe più alimentata. Detto in parole povere, mancheranno i soldi di 6700 assicurati che lavorano e pagano le pensioni . La soluzione immediata  potrebbe essere una rapida variazione del tasso tecnico*. Ma sul medio-lungo termine la cassa pensione ovviamente non sarebbe più in grado di coprire le spese. Per assurdo in questo caso, visto che le leggi relative alle casse pensioni sono severissime, il consiglio d’amministrazione potrebbe addirittura essere perseguito penalmente.

Se la cassa pensione è solida e ha fatto investimenti intelligenti, potrà tirare avanti per un po’, ma nel medio-lungo periodo c’è il buio. La caduta di PKS/CPS potrebbe essere anche accelerata da dipendenti che ritirerebbero immediatamente il loro capitale pensionistico mettendosi in proprio, abbassando il mutuo della casa o partendo per l’estero per paura di non fruirne delle rendite in futuro.

E adesso passiamo ai disoccupati. Se passa No Billag il Ticino si ritrova in un botto 1200 disoccupati in più.

Facciamo un prudentissimo calcolino della serva: partendo dal presupposto che è impossibile ricollocare 1200 persone specializzate nel settore radiotelevisivo in un mercato piccolo come quello ticinese, ipotizziamo una disoccupazione di 3500 franchi al mese per disoccupato.

12 mesi a 3’500.- franchi per 1200 dipendenti fanno poco più di 50 milioni di franchi. E questo senza calcolare i collaboratori esterni o gli outsourcing che si vedrebbero cadere entrate importanti e vedrebbero il loro reddito diminuito, rischiando anch’essi disoccupazione o assistenza.

Insomma, una macelleria sociale agghiacciante. Fatichiamo a pensare che gli stessi ticinesi che oggi affosserebbero la SSR pochi anni fa avevano protestato in blocco per i 150 (sacrosanti) posti alle officine ferroviarie di Bellinzona. Ma soprattutto fa pensare il suicidio collettivo a cui si andrebbe incontro. Perché le pensioni e la disoccupazione vanno pagate e lo si fa coi nostri soldi. Decine di milioni in più per disoccupazione e assistenza oltre alla perdita dei 200 milioni che SSR versa al Ticino.  A questo punto le cervella sparse sul pavimento saranno quelle di tutti i ticinesi, non solo dei dipendenti RSI.

 

* tasso tecnico: E’ uno strumento per il calcolo del rischio. Viene stabilito al momento della stipula del contratto. L’interesse tecnico è il tasso d’interesse sulla base del quale viene calcolato il valore attuale di obblighi futuri per un’assicurazione, come ad esempio il capitale garantito in caso di decesso. Potremmo dire semplificando che un tasso tecnico basso è una buona cosa, meno un tasso alto

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