Lugano: il regalo avvelenato del PPD

Una scellerata politica al ribasso, inseguendo facili chimere elettorali, ha portato ieri il PPD a proporre, nonostante tutte le avvisaglie del ripetersi dei problemi del 2013, l’abbassamento del moltiplicatore.

Di Alessandro Schirm

Quando l’abbassamento del moltiplicatore vuol dire tagli. Una scellerata politica al ribasso, inseguendo facili chimere elettorali, ha portato ieri il PPD a proporre, nonostante tutte le avvisaglie del ripetersi dei problemi del 2013, l’abbassamento del moltiplicatore. Scrive infatti il PS, contrario, in un suo comunicato ricordando il lungo percorso di risanamento che:

“…Dopo lo scellerato voto del 2013, che vide il Consiglio Comunale, nell’ultima seduta prima delle elezioni, capeggiato da PLR e Lega, che ha mantenuto il moltiplicatore al 70%, non seguendo la richiesta dell’allora Municipio che chiedeva il 75%. Da quel momento in poi è stato messo in atto un programma di risanamento delle finanze, duro e denso di tagli, che ancora oggi, non ha permesso di raggiungere un pareggio delle finanze strutturale. Del tutto irresponsabile è quindi il tentativo di minare la buona riuscita di questo percorso.”

Un disavanzo previsto, per questa boutade, che si gonfia passando da due a tredici milioni. Milioni che ovviamente saranno recuperati con nuovi tagli sui servizi alla cittadinanza. A dimostrazione della linea paragmatica, i socialisti si trovano assurdamente alleati di Michele Foletti, capodicastero finanze leghista, che ha ferventemente perorato la sua causa, rendendo attenti i consiglieri comunali del rischio. Il PS di Lugano conclude:

“Ringraziamo quindi il PPD per questo regalo avvelenato. Ma per certi versi è anche più grave la posizione di quello che è stato, per molti anni, il partito di maggioranza relativa a Lugano, il PLR, che ,dimenticatosi di come i propri esponenti avevano gestito le finanze, prima dell’arrivo di Foletti in Municipio, ha deciso di seguire il PPD esclusivamente in un’ottica di marketing elettorale!”

Da noi interpellata, Cristina Zanini, municipale PS a Lugano è decisamente delusa. Zanini ammette che oggi è difficile fare politica seriamente, visto che è il Consiglio Comunale a decidere il moltiplicatore (prima era il Municipio NdR). Questo fa si che il moltiplicatore stesso non è valutato con serenità ma diventa una vetrina pubblicitaria per molti consiglieri. Anche se poi, a tutti gli effetti, un 2% di differenza sul moltiplicatore per la maggior parte dei cittadini si risolve con  poche decine di franchi di risparmio all’anno, a fronte di mancate entrate che spesso si risolvono in tagli.

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