My Darwin Bye Bye

Darwin Airlines è fallita. 250 dipendenti senza stipendio, ma Borradori ostenta ottimismo.

Di Fabio Amorth

Finito. Stop. Fertig. È ufficiale. Darwin Airlines è definitivamente andata a gambe all’aria. È fallita. Più nessun futuro all’orizzonte per la compagnia aerea ticinese che, del resto, già da qualche settimana si era infilata nel tunnel della cronaca di una morte annunciata. (Leggi qui http://gas.social/2017/11/lugano-airport-grounding-darwin/ La doccia gelata è arrivato nel corso di un’assemblea del personale. Aerei a terra e 250 dipendenti senza stipendio proprio alla vigilia del Natale. Ma quel che fa più rabbia è che, secondo i sindacati, ad aver tarpato le ali alla compagnia sarebbe stata una mera mossa speculativa.

Così, alla revoca della moratoria concordataria, seguirà ora il decreto di fallimento per bancarotta, visto che Adria non ha nel frattempo trovato i soldi necessari per rilanciare Darwin permettendole di superare il grounding causato dalla decisione dell’Ufficio federale dell’aviazione civile. Infatti, un paio di settimane fa, l’UFAC aveva provvisoriamente revocato la licenza di volo a Darwin, dopo aver preso atto della disastrata situazione finanziaria in cui versava la compagnia. Da allora gli aerei sono in pratica rimasti fermi a terra, a causa di un buco che ammonterebbe a circa un milione e mezzo di franchi.

Ma la vera notizia, in realtà, non è il tracollo conclamato dell’aviolinea ormai defunta, quanto l’ottimismo d’acciaio dell’inossidabile super-sindaco di Lugano. In evidente controtendenza rispetto all’unanime coro di voci che in queste ore hanno espresso amarezza, rabbia e delusione.  A partire da Emilio Bianchi, presidente del CdA dell’aeroporto di Lugano, fino a Claudio Zali, a capo del Dipartimento del Territorio, che con lapalissiano acume ha sottolineato come da un moribondo in coma vigile è un po’ ingenuo aspettarsi una guarigione miracolosa. E infatti la grazia non c’è stata.

Di fronte a quello che è palesemente un colpo da KO, ammirabile è stata però la reazione di Marco Borradori che da pugile navigato ha rialzato subito la testa, senza darsi per vinto. L’unico, a quanto pare, a non avere il morale sotto alle scarpe. E che, di fronte alla catastrofe e ai cocci, già parla di ricostruzione. Di come, paradossalmente, il fatto che Darwin sia ormai tirata fuori dai giochi possa essere un vantaggio. “Una situazione che può avere un pregio”. Perché credere nell’aeroporto è più che mai l’imperativo del momento. “Chi crede nell’aeroporto è bene che si faccia avanti!” Tanto più che le trattative con Swiss e SkyWork potrebbero presto far recuperare allo scalo luganese il volo su Ginevra. E qualcuno già sussurra a denti stretti l’imminente arrivo perfino di Dumbo, l’elefantino volante della Disney!

Ora, in questo “Nightmare before Christmas”, che l’unica voce fuori dal coro sembri essere quella di Jack Skeleton Borradori non può che intenerirci e commuoverci. Incapace di distinguere Halloween dal Natale. Una festa da un funerale. Confondendo condoglianze con congratulazioni.

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