Nadia Ghisolfi pro domo sua?

L’interpellanza della deputata PPD sulla Città dei Mestieri cela interessi personali?

Di Fabio Amorth

Non sempre è oro quel che luccica. Perché spesso il luccichio sta negli occhi di chi guarda.   Talvolta basta scrostare la patina dorata dalla superficie per scoprire la ruggine poco sotto. Già. Altre volte poi capita addirittura di svegliarsi nel bel mezzo della notte, fradici di sudore e pieni di dubbi. In preda a incubi terribili. Incapaci di distinguere fra il vero e il verosimile. Tra il reale e la mezza bugia. Perché non è sempre facile riconoscere al primo sguardo un replicante. In uno dei miei ultimi brutti sogni fatti, c’era questa figura femminile. Ma non era la fata turchina, sembrava piuttosto una strega, tutta vestita di nero e con le fattezze – questa la cosa davvero incredibile – di Nadia Ghisolfi.

E se dietro a quella sua interpellanza indirizzata al Governo riguardo alla trasparenza e alla correttezza della richiesta di credito di fr. 12’600’000 per l’acquisto dello stabile eVita di Giubiasco, nel quale sorgerà il nuovo polo per la formazione professionale e la celeberrima Città dei mestieri, ci fosse dell’altro? (Leggi qui). Chi ci assicura che il suo, in fondo, non sia stato solo un modo per dirottare l’attenzione dall’affaire Argo1 a qualcos’altro? Passando la patata bollente dalle mani del PPD a quelle dei Liberali con la più classica delle strategie: rimescolare le carte per evitare il rischio di rimanere con la peppa tencia in mano?

Tanto più che Nadia è figlia di Floriano Ghisolfi, cofondatore dell’impresa di costruzioni Mafledil di Osogna. Su Internet, nell’organigramma dell’azienda (ammesso che sia aggiornato), il buon Floriano figura ancora come condirettore. Carica, per la verità, che non dovrebbe più ricoprire stando invece al registro di commercio. Quel che è sicuro è che, fin dalla sua fondazione avvenuta nel 2003 in poi, la Mafledil SA ha ricevuto importanti commesse pubbliche, occupandosi anche della costruzione di diversi istituti scolastici (la palestra delle scuole di Chiasso, la nuova sede delle Medie 2 di Bellinzona, la scuola di Riva San Vitale). “È al top nel settore delle opere pubbliche” titolava addirittura Il Sole 24 Ore, in un suo speciale dedicato al Ticino. Mafledil alla quale probabilmente il nuovo polo della formazione professionale che dovrebbe sorgere a Giubiasco non sta del tutto indifferente. Chissà.

Una società per la quale – stando sempre al sito internet della stessa – la granconsigliera figura come responsabile della gestione informatica. Ed è proprio a suo nome che risulta essere ancora intestato il dominio del sito web dell’impresa edile paterna. Certo è che Nadia Ghisolfi, presidente della Commissione per la formazione professionale (dove non si può dire che abbia fatto scorrere fiumi di sudore) la vedremo comunque sorridente in prima fila all’inaugurazione della Città dei Mestieri.

È un mondo strano e per certi versi dannatamente difficile, quello che ci circonda. Un mondo in cui la realtà si adegua alla finzione, ai ritmi e alle regole del palcoscenico, e sul palcoscenico si srotola il tappeto rosso della realtà. Con un sipario sempre più sottile e trasparente a separare le luci della ribalta dalle ombre del dietro le quinte. Con tutti noi, nessuno escluso, attori inconsapevoli, lì a recitare una parte – ma chissà quale poi – nel grande spettacolo del presente. Un dietro le quinte nel quale a tirare i fili ci sono come sempre i soliti quattro furbetti del quartierino. Ognuno di loro certo di essere più scaltro dell’altro. Tutti arciconvinti che la passeranno liscia sempre e che nessuno si accorgerà del trucco mai. E invece, di registi occulti e di burattinai inciampati o scivolati sulla più classica delle bucce di banana, finiti sbugiardati in prima pagina, ne abbiamo ormai le cronache e le tasche piene.

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