Pearl Jam, tour europeo nel 2018: Vedder e soci il 22 Giugno a Milano

Annunciato il tour in Europa dei Pearl Jam: esclusa la Svizzera, ma previste 3 date in Italia.

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Una notizia grandiosa per gli irriducibili fan del grunge anni ’90: i Pearl Jam tornano in tour in Europa nel 2018. La band di Seattle capitanata da Eddie Vedder, ultima reduce di un’epoca musicale conclusasi in modo drammatico per molti dei suoi esponenti, non farà tappa in Svizzera, ma i fans avranno l’occasione di seguire tre concerti in Italia. In particolare, per quanto riguarda le date più vicine, i Pearl Jam suoneranno a Milano il 22 Giugno 2018 al festival I-Days, all’Arena Expo; gli altri concerti previsti sono il 24 Giugno allo Stadio Euganeo di Padova e il 26 Giugno allo Stadio Olimpico a Roma.

Inutile dire che per chi è rimasto legato a quella stagione musicale, per chi è cresciuto col suono di Seattle, è un’occasione imperdibile. Dal vivo i Pearl Jam sono una forza della natura, Eddie Vedder un perfomer capace di tenere incollati gli occhi di migliaia di persone  al palco senza la necessità di trovate sceniche o numeri ad effetto: basta la voce, e un’apparenza di estrema, confortante normalità. Perché a vederli suonare, dopo 25 anni, i cinque di Seattle sembrano ancora una band di ventenni che si diverte ad esibirsi per i propri amici e fans, senza protagonismi e senza pose di sorta. Nessuna scenografia, niente effetti speciali, niente costumi di scena, solo cinque persone (sei con il tastierista Boom Gaspar, ormai ospite fisso) che suonano: come diceva il tipo che nel 2006 era in fila dietro di me al concerto di Pistoia, sembra che siano loro a dirti “Grazie di essere venuto a sentirci”.

Ricordo con emozione proprio quel concerto di una sera di settembre di 11 anni fa: un viaggio in treno dalla Sicilia con PP e Giuppo, l’arrivo a Piazza Duomo a Pistoia, le transenne piazzate nelle vie laterali che permettevano di sentire tutto il sound-check, praticamente un mini-concerto. Eddie Vedder decise di sorprendere tutti: uscì da solo sul palco poco prima che si esibisse il gruppo-spalla, vestito come uno qualunque, giubbotto di jeans e camicia, roba da non riconoscerlo ad incontrarlo per strada. “Ma è lui?”, “Ma no, sarà uno dello staff..” erano le reazioni della gente intorno a me. Imbraccia la chitarra, suona la cover “Throw your arms around me”, parte il coro del pubblico. Poi presenta i My Morning Jacket, suona un pezzo con loro, e ci saluta. Tornerà dopo, e sarà l’apoteosi. Il concerto più lungo del tour, una scaletta entusiasmante, fra brani storici, nuovi pezzi, cover e canzoni ripescate per l’occasione. Perché, se andate a vedere i Pearl Jam, sappiate che la scaletta è uno dei punti di forza del gruppo, per varietà e imprevedibilità, dal momento che è praticamente sempre diversa ad ogni concerto, e contiene molto spesso delle vere e proprie “chicche”. La band, infatti, oltre ai brani degli album di studio, possiede un enorme repertorio di canzoni pubblicate come B-side dei singoli, o scritte per colonne sonore, compilation, progetti di beneficienza e via dicendo, che quasi sempre vengono eseguite dal vivo, fra un pezzo e l’altro; a questo aggiungiamo l’abitudine di suonare cover di altri gruppi, il tutto combinato in una scaletta che lascia sempre col fiato sospeso per sapere quale pezzo verrà eseguito dopo.

Di quella sera di settembre, mi resta in mente l’espressione stupita, quasi commossa di Eddie Vedder quando, alla fine della storica “Black”, il pubblico è andato avanti a cantare il ritornello senza musica, per cinque minuti buoni: era davvero la sincera reazione di un artista che si emoziona davanti all’amore, ricambiato, dei propri fans. Finì con Eddie arrampicato sulle impalcature delle luci a diversi metri d’altezza, a cantare “Rockin’ in the free world” di Neil Young, mentre una toscanissima ragazza alle mie spalle urlava “O che tu fai, un lo fa’ che scc’hai na figlia, bischero!!” E alla fine, proprio quella sensazione di avere ascoltato delle persone tutto sommato normali, ma capaci di inchiodarti per quasi tre ore sotto a un palco ad emozionarti, fino a non averne mai abbastanza.

Insomma, se come me siete usciti vivi dagli anni ’90, o semplicemente avete voglia di emozionarvi ancora ad un concerto, correte a comprare un biglietto, la prevendita ufficiale è stata aperta oggi! (E io ho già il mio bel biglietto, ci vediamo là!)

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