Il 2017? Lo mettiamo via con Richard Ford.

I libri più interessanti del 2017, secondo critici, giornalisti e librai. Al di là di Fabio Volo e delle classifiche commerciali

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Le classifiche annuali non sono il Verbo e non sono il Diavolo. Sono una fotografia, o testimonianza. Discutibili e discusse ma, diciamola tutta, generalmente ambite. Perché sono un’ottima cassa di risonanza, una pubblicità gratuita, e permettono di arrivare nei grandi magazzini, o negli autogrill.

Quelle italiane di vendita libraria del 2017 dicono Fabio Volo. In Italia tutti gli scrittori farebbero carte false per essere ospitati da Fabio Fazio, l’unico che riesce a raggiungere il grande pubblico parlando di politica, costume, sport, musica e libri. Qui non vogliamo sindacare sullo spessore culturale di questo programma, ci basti dire che Fabio Volo ne è ospite fisso. E anche questo spiega.

Le classifiche editoriali di qualità fanno invece altri nomi. Quelli dei vincitori dei premi letterari più prestigiosi (lo Strega a Paolo Cognetti e le sue «Otto montagne» e il Campiello a Donatella Di Pietrantonio con «L’arminuta», ambedue edite da Einaudi) e quelli che hanno fatto colpo grazie al tam tam di lettori e librai. Una delle graduatorie più qualificate è stata quella pubblicata da «La Lettura», l’inserto settimanale del Corriere della Sera, definita da critici, giornalisti e librai. Secondo loro il libro che merita la citazione sugli annali per il 2017 è «Tra loro» di Richard Ford (ed. Feltrinelli). Chi scrive lo ha letto proprio dopo questa indicazione. «Tra loro» è un romanzo originale e suggestivo. Composto da due capitoli, il primo dedicato al padre ed il secondo alla madre, è stato scritto a trent’anni di distanza (nel 1981 la prima parte e nel 2016 la seconda). Due biografie … scritte dal figlio, e tutti ne possiamo facilmente immaginare il grado di difficoltà: stabilire la distanza con un qualcosa che resta comunque «nostro» non è facile.  Richard Ford però conosce la scrittura (non casualmente è un premio Pulitzer) e la sa praticare con sensibilità e semplicità, offrendo due storie una più bella dell’altra. Perché intinge il suo pennino nel pudore e nel rispetto, senza mai lasciar trapelare un minimo giudizio. Sulle strade del sud, il padre era un commesso viaggiatore, i novelli sposi si sono prodigati nell’afferrare piccoli grandi momenti di felicità. Poi, non previsto, il figlio, il «tra loro» che ha modificato stile di vita ma non il loro rapporto, evidentemente più profondo delle apparenze. Due memoriali autonomi eppure uniti, una storia che é … di tutti. Anche nostra. Una gran bella lettura, 140 pagine che volano e colpiscono in maniera crescente.

Si parlava di classifiche. Per chi scrive il 2017 non è stato un anno memorabile. Ci sono stati bei libri ma capolavori no. Se a qualcuno dei dodici lettori di manzoniana memoria interessasse conoscere la personalissima playlist facciamo tre nomi. Il primo è quello di Marcello Fois ed il suo «Del dirsi addio» (Einaudi), un giallo che oltrepassa il genere. Il secondo è quello di Hanya Yanagihara con «Una vita come tante» (Sellerio) 1’100 pagine di dolore nella New York odierna. Il terzo è quello di Luca D’Andrea, il volto nuovo del giallo italiano che ha saputo fare il vuoto con le sue ambientazioni nel ventre della montagna. «La sostanza del male» e «Lissy» (Stile libero) sono da leggere.

 

«Tra loro» , di Richard Ford, 2017, Feltrinelli, 2017, tr. Vincenzo Mantovani, pag 135, Euro 15,00.

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