Ma allora i razzisti esistono!

La Corte dei Diritti Umani condanna la Svizzera per aver sanzionato una ONG che definiva razzista un politico UDC autore di frasi anti-islamiche

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I razzisti esistono. O perlomeno, così ha sancito il Tribunale di Strasburgo, ultima istanza giuridica internazionale, meglio conosciuta come Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Il tribunale internazionale, cui aderisce anche la Svizzera, ha condannato quest’ultima a risarcire un’ONG del nostro Paese che aveva apostrofato un politico UDC di razzismo in seguito alla votazione anti minareti.

La fondazione contro l’antisemitismo e il razzismo (GRA), fondata da Sigi Feigel, si è distinta negli anni per le sue lotte e le sue campagne contro la violenza, l’antisemitismo e il razzismo.

Ogni due anni la GRA assegna, in collaborazione con la Società per le minoranze in Svizzera (GMS), il Premio Fischhof, che ammonta a 50’000 franchi, a persone che si distinguono per il loro impegno contro il razzismo e l’antisemitismo.

Ancora una volta le leggi svizzere, spesso più blande e meno punitive in questioni legate al razzismo, cozzano con le leggi internazionali europee, che fortunatame hanno un respiro più ampio e consapevole.

Benjamin Kasper, giovane politico UDC, aveva denunciato la GRA, rea a sua avviso di averlo tacciato di razzismo. Per Kasper, la cultura svizzera e cattolica doveva mettere fine all’espansione dell’Islam e  la costruzione di minareti (che, ricordiamo, praticamente non esistevano in Svizzera) andava fermata in quanto espressione di islamizzazione strisciante.

In realtà la questione è più complicata di quel che sembra. In una questione del genere deve essere valutata sia la posizione che l’esposizione pubblica di imputati o denuncianti. La sentenza, che in primo grado era virata in favore della GRA, era poi stata ribaltata in appello e poi ancora dal Tribunale Federale per poi approdare a Strasburgo ed essere ribaltata ancora una volta.

Non ci si capacita comunque della pruditè di certi personaggi che agiscono come razzisti, ma si inalberano se glielo si dice. Una sorta di falsa morale che nasconde, dietro una patina di presunta rispettabilità, degli atteggiamenti che ormai non sfigurerebbero nemmeno durante il ventennio fascista. La sentenza del tribunale di Strasburgo mette un punto fermo a certi atteggiamenti e dà un avviso a chi gioca con gli estremismi.  5000 euro per pregiudizio morale e 30’000 di spese giudiziarie saranno così pagate dalla Svizzera, come da prassi, alla GRA.

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