C’è chi usa le mani per accarezzare

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Le molestie sono una cosa seria perché sono un indicatore sensibile e sintomatico, con le quali vengono descritte le dinamiche sociali che intercorrono tra le persone. E quando dico molestie mi riferisco a quelle verbali, psicologiche e fisiche. Mentre quando parlo di persone intendo dire che le molestie non sono una prerogativa della prevaricazione del genere maschile su quello femminile, perché coinvolgono un po’ tutti in maniera bidirezionale, anche se le donne, (e il femminicidio ne è un grave esempio), sono le più colpite. Quindi non faccio una distinzione netta tra gli uomini che esercitano molestie verso le donne e/o le donne verso gli uomini. Mi riferisco alle molestie che ledono la dignità e lo stato d’animo di chi le subisce da qualcuno che vuole dominare con supremazia, senza considerare i desideri, il valore e la sensibilità dell’altro. Le attenzioni indesiderate possono accadere anche agli uomini e, di fatto, è successo a più di un amico. Studentesse o colleghe di lavoro, le quali senza troppe remore e senza troppi giri di parole fanno proposte indecenti. Una volta capito che non c’è trippa per gatte iniziano a vendicarsi con stalking di vario tipo. Le molestie sono l’espressione di comportamenti malati perché una persona normale non ha bisogno di ricorrere alla molestia, esercitata nel tentativo di sottomettere, attraverso la coercizione per il controllo e il potere, per i motivi più disparati, come l’incapacità di accettare un possibile rifiuto.

Con i social le molestie trovano un terreno fertile. Attraverso Messenger, ad esempio, che si presta a dei contatti diretti e immediati, le interazioni possono sfociare in stalking o bombing, e quindi vanno considerate nella definizione di molestie. Messenger, come altri tipi di servizi forniti dai social può essere disattivato per non incorrere in queste situazioni. Ma privarsi di Messenger per evitare di essere bersaglio di stalking o bombing (o minacce), è come dire a una donna di non indossare la minigonna perché c’è il pericolo che venga aggredita e violentata. Eliminare la buca delle lettere non elimina il pericolo di vedersi recapitare delle missive anonime o indesiderate. È nella cultura del dominio e della deriva sociale che bisogna intervenire perché se elimino il rischio non risolvo il problema. Inoltre non c’è nessun motivo di sentirsi in colpa per essere stati oggetto di espressioni indesiderate e lascive.

Quando si è vittime nessuno può farcelo pesare. Inanzitutto, eliminando il canale della comunicazione, la dò vinta ai malintenzionati perché è dal mio modo di reagire e dal mio rapporto con la violenza che la molestia si alimenta, In altre parole se sono convinta che nessuno, nemmeno il capo dei capi, può invadere la mia sfera e se qualcuno si permette di dire o di fare qualche cosa che riguarda la mia persona e la mia intimità, e lo fa contro la mia volontà, perdendomi di rispetto, sta superando un limite che non autorizza all’offesa e alla mortificazione. I molestatori o le molestatrici ci saranno sempre. Solo noi possiamo alzare le mani, in senso figurato, per bloccare l’invadenza non richiesta di chi supera lo spazio vitale, senza il mutuo accordo e il consenso. Fortunatamente in questo triste scenario di uomini e donne moleste, c’è ancora chi si relaziona senza protervia. Conosco uomini discreti, evoluti, e delicati che sospirano, aspettando silenziosamente prima di dare un bacio a una donna, prima di telefonarle e chiederle di uscire. Sono quelli che temono, per pudore, di essere invadenti e inopportuni, che non si concedono libertà non richieste, ricorrendo a battute viscide. Sono quelli che osservano prima di precipitarsi, usano le mani per accarezzare, che guardano una donna cercando in lei la bellezza e l’intelligenza. Sono uomini che non calpestano e si risparmiano l’apprezzamento volgare perché non hanno paura di perdere la loro forza e il loro fascino di fronte a una donna. Poi si sa, le molestie sono reati a querela di parte.

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