C’era una volta un prete pedofilo

Risale a mezzo secolo fa, l’unico caso di molestie sessuali fino segnalato alla Conferenza dei Vescovi svizzeri riguardante il Ticino.

Di Fabio Amorth

Delle 250 segnalazioni giunte dal 2010 a oggi alla Conferenza dei Vescovi svizzeri, risulta che almeno la metà risalgono a fatti avvenuti fra il 1950 e il 1980. Inoltre, in ben 143 dei casi, le vittime erano bambini o adolescenti. Denunce che, per quanto siano doverose e auspicabili dato che non c’è nulla di più pericoloso – e confortevole per i carnefici – del sapere che tutto passerà sotto silenzio, sono verosimilmente solo la punta dell’iceberg. E pochissime quelle finora giunte dal Ticino. Perché, il più delle volte, in questi casi si tende a tacere, convinti che se non se ne parla, in fondo, il fatto non sia accaduto. Oppure, più semplicemente, poiché non si ha la forza necessaria per ripercorrere questi momenti traumatici del proprio vissuto.

Comunque sia una delle segnalazioni ricevute riguarda proprio il Ticino. A confermarlo nei giorni scorsi è stato Dante Balbo. “Il caso ha proseguito il suo iter, come normalmente, alla commissione nazionale. In questo contesto si valuterà un eventuale risarcimento simbolico. Il reato, di per sé, è prescritto”, ha dichiarato alla RSI il membro della speciale commissione di esperti voluta dalla diocesi di Lugano. Balbo ha anche aggiunto che i fatti risalgono a cinquant’anni fa e che la vittima, all’epoca delle molestie, era minorenne.

Segnalazione probabilmente frutto del fatto che, esattamente un anno fa, in linea con la volontà espressa da Papa Francesco, anche la diocesi di Lugano si era decisa a sensibilizzare con un volantino i proprio fedeli esortando le vittime di abusi a parlare, a farsi avanti e denunciare l’accaduto sotto la supervisione e l’accompagnamento, in questo percorso di certo non facile, di alcuni professionisti di riferimento.

Com’è noto il Pontefice, in carica dal 2013, aveva dichiarato fin da subito e con estrema fermezza di voler far luce sui tanti, troppi casi di pedofilia vera o presunta venuti a galla all’interno della Chiesa cattolica soprattutto nel suo recente passato. Un passato nel quale tante, troppe volte gli scandali che avevano fatto tremare le fondamenta stesse della Chiesa era stati negati, sminuiti o insabbiati fomentando rabbia, sfiducia e sconforto nei confronti di un’istituzione che dovrebbe invece farsi interprete e portabandiera di ben altri principi e precetti. Fra questi anche quello della giustizia divina che, grazie alla glasnost voluta da Papa Bergoglio, si è finalmente fatta terrena muovendo i suoi primi timidi passi proprio nella direzione indicata dal Pontefice oltre che dal buon senso. Anche nella Confederazione. Dove, malgrado si stia cercando di arginare il fenomeno, risulta che ben 25 delle denunce registrate finora riguardano abusi recenti avvenuti dopo il 2010. A dimostrazione di come questi casi non appartengano solo al passato ma che, al contrario, il problema delle molestie, o peggio, della pedofilia all’interno della Chiesa – ma non solo – sia più attuale che mai.

Ti potrebbero interessare: