Essere l’opportunità di se stessi

Intervista a Guya Neuroni, 20 anni, sarta

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Guya ha vent’anni tondi tondi, e come molti suoi coetanei, finiti gli studi, era ora di decidere come proseguire il proprio cammino.

Guya però fa una scelta coraggiosa, decide di inseguire il suo sogno, quello per cui ha studiato e sudato, per cui si è alzata presto ogni mattina. Guya ha studiato da sarta e avrebbe sempre voluto aprire un atelier tutto suo. Un sogno forse che per molti è rimasto tale, a volte per timore, per vicissitudini, per pigrizia. Guya no, ha deciso di lanciarsi in questa avventura tutta sua, noi abbiam voluto che ce la raccontasse.

Allora Guya, da quando hai aperto il tuo atelier?

Sono lavoratrice indipendente dallo scorso 5 novembre.

Quale la strada che ti ha portato fino a qua?

Mi sono diplomata presso la Scuola Arti e Mestieri della Sartoria (SAMS) di Lugano. In seguito mi sono iscritta alla Scuola Tecnica d’Abbigliamento (STA), ma era una concezione del lavoro troppo industriale e seriale per i miei gusti e sentivo che la sartoria come la vivevo io era altro. Ho abbandonato la scuola e per un po’ ho lavorato come costumista e scenografa. Nel frattempo ho maturato l’idea di un atelier tutto mio e ho deciso di pubblicare un annuncio dove cercavo un locale per aprire un’attività.

Ma così di punto in banco?

No, assolutamente, facevo già  dei lavori a casa, riparazioni o lavori su ordinazione, ma non mi piaceva. O meglio, non mi piaceva lavorare a casa. Amavo l’idea di avere un lavoro per cui uscire di casa, come fanno tutti. Distinguere gli spazi di vita dallo spazio lavorativo.

Non hai mai pensato di lavorare prima in un altro atelier, tanto per farti le ossa?

Chiaramente cercando lavoro ho chiesto ad alcuni atelier o laboratori di sartoria se cercassero collaboratrici part time. Io volevo lavorare part time per poter comunque avere il tempo da dedicare alle mie creazioni, ma il mondo della sartoria, e della moda in generale è molto competitivo e quindi c’era sempre quel timore che potessi poi  portar via della clientela.

Però un giorno al tuo annuncio hai avuto risposta..

Si! A Febbraio una coppia di Pregassona mi ha contattato offrendomi il locale sotto il loro appartamento. Il posto mi piacque subito e accettai. Ci è voluto qualche mese per alcuni lavori di manutenzione, ma il 5 novembre ho aperto il mio atelier!

Febbraio – Novembre. Nove mesi, praticamente una gravidanza, la gestazione di un sogno.    

Praticamente si!  Una gravidanza che ha visto dare concretezza al mio sogno.

E dicci un po’…come sono andati questi primi mesi?

Sinceramente non speravo di avere subito cosi tanto lavoro, complice anche la comunicazione sui social e il passaparola. Per ora sono felice e convinta di aver fatto la scelta giusta. In questo momento le riparazioni o gli adeguamenti di alcuni indumenti sono quello che mi aiuta maggiormente.

Ma non saranno sempre rose e fiori, qual è il timore maggiore con cui ti confronti?

Penso sia la paura condivisa con tutti quelli che, come me, hanno deciso di mettersi in proprio:, ovvero far quadrare i conti a fine mese.

Consiglieresti questa esperienza ad altri tuoi coetanei che coltivano un sogno d’indipendenza?

Assolutamente. Credo che il perseguimento di un sogno sia un’opportunità che vedi in te stesso, nelle tue capacità. Investi su te stesso, una quotidiana scommessa personale.

Guya ci congeda come ci ha accolto, col sorriso e con l’entusiasmo tipico di una ventenne. Sarà dura, sarà impegnativa, ma sarà degna di essere vissuta. A Guya va tutto il nostro sostegno e un caloroso in bocca al lupo.

Tra l’altro, se state ancora cercando un costume di carnevale noi la dritta ve la diamo: indossate un sogno, quello di Guya.

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