Gli sgravi di Vitta? Un suicidio

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Sentiamo quotidianamente i liberisti, o chi vive in eterna adorazione dell’economia e del mercato, rivendicare sgravi fiscali, come quei cinquanta milioni che il ministro Vitta vorrebbe ora praticare. Secondo la loro teoria, gli sgravi non solo servirebbero a sostenere le aziende, ma creerebbero posti di lavoro, creati virtuosamente dalle stesse aziende generosamente sgravate. Non solo, se facciamo pagare giuste tasse ai ricchi o alle grosse aziende (ricordiamo che i due terzi dell’economia ticinese è sostenuta da piccole e medie aziende che beneficiano poco o nulla degli sgravi), c’è subito la minaccia: poi i ricchi se ne vanno.

Eppure la realtà è sotto gli occhi di tutti. Partiamo da un presupposto: in Ticino la disoccupazione (dati ILO) supera l’8%. I beneficiari di assistenza sono ormai più di 8000, aumentando di 500 all’anno negli ultimi due anni.

Ieri al Quotidiano, in un servizio, si è presentata l’inchiesta congiunturale della Camera del Commercio, in poche parole per sapere quanto è sano il tessuto economico.

Il direttore della stessa, Luca Albertoni, ci spiega che negli ultimi otto anni c’è stabilità nonostante le difficoltà, e che addirittura c’è una maggiore propensione agli investimenti. Qualcosa non quadra.

Altro esempio, la città di Lucerna, che oggi si trova in serie difficoltà per colpa degli sgravi massicci attuati una decina di anni fa. Lucerna si vantava di avere la più bassa imposizione per le aziende, con un 12,3%. Risultato? La città, dieci anni fa priva di debiti, oggi ha un carico debitorio di 250 milioni di franchi e servizi ridotti all’osso per mancanza di denaro, tagli a scuola e cultura un inevitabile aumento del moltiplicatore. Insomma, con gli sgravi sono sì create molte nuove aziende, ma la metà sono società bucalettere e le altre hanno creato pochissimi posti di lavoro.

Altro esempio? Zugo, l’eldorado fiscale dei milionari dove, nel 2013, il Parlamento, con grande arroganza, ha negato sgravi decrescenti alle classi medie e basse privilegiando i super ricchi.

A Zugo per assurdo, se sei nella classe media, paghi in proporzione più tasse.

Ultima considerazione, i ricchi scappano? Balle, negli ultimi due anni, grazie alla mini amnistia federale, sono emersi centinaia di milioni di ricchi che avevano evaso il fisco e che hanno preferito dichiararli per restare in Ticino.

La politica fallimentare degli sgravi deve finire. Ne va della salute dei ticinesi.

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