Gobbi, 20’000 franchi sono troppi?

Matteo Pronzini interroga il Governo sulle spese dei Consiglieri di Stato. Scopriamo dunque che Gobbi ha sforato di tre volte tanto il limite consentito.

Di

Il Governo ticinese ha risposto pochi giorni fa a un’interrogazione di Matteo Pronzini, che chiedeva lumi in merito alle spese dei Consiglieri di Stato. Noi non siamo populisti esasperati, per cui cerchiamo di analizzare serenamente la cosa. Si parla di privilegi di principio, ma non sempre è così, ci sono dei “favoritismi” che onestamente sono normali e anche dovuti. E vale per tutti i ministri di un Cantone a prescindere dal colore politico.

Per esempio l’auto di Stato, i ministri del nostro Cantone non possono andare in giro per lavoro con la Lambretta visto che rappresentano un’istituzione che è il Cantone Ticino, e dunque tutti noi. Stessa cosa vale per l’abbonamento telefonico, che è una prassi anche nei quadri delle grandi aziende, visto che la maggior parte del traffico telefonico avviene a causa del lavoro. Idem per l’abbonamento a giornali e riviste. È ovvio che un ministro debba essere informato di tutto quello che succede in Ticino. Il suo agire è anche in funzione di polemiche, spunti o interrogazioni a mezzo stampa. Cosa facciamo? Li abboniamo solo al Corriere o a Ticino7? E l’abbonamento a meta prezzo per le FFS? I Consiglieri Nazionali ce l’hanno per intero, non a metà prezzo. Anche Quadri fruisce di 6000 franchi di abbonamento per tutta la Svizzera

Insomma, questi sono oggettivamente pretesti demagogici a cui l’MPS ci ha abituati. Fare le pulci al Governo è giusto, ma ci si deve rendere conto che certe persone per fare il loro lavoro non possono portarti il cedolino ogni volta che bevono un caffè.

Detto questo qualche discrepanza c’è, come per esempio nel forfait di spese di rappresentanza, il quale ammonta a 15’000 franchi annui. Fin qui va bene, poi però c’è un’aggiunta per spese che non figurano nel forfait, e il loro limite è a 5’000 franchi.

Se Bertoli, Beltraminelli e Zali stanno comodamente al di sotto, così non è per Vitta che supera i 5’000 franchi, di poco ma li supera, con 5690 franchi.

Ma è Gobbi che, nonostante il massimo consentito di 5’000 franchi, sfora, raggiungendo la ragguardevole cifra di 20’000 franchi, quattro volte la cifra permessa (che, ricordiamo, si aggiunge ai 15’000 del forfait). Sarà che la sua superdieta richiede rare derrate alimentari provenienti da Paesi esotici, in ogni caso proprio chi si erge a baluardo dei poveri Ticinesi dovrebbe avere una gestione più oculata dei soldi della collettività. A casa nostra è tollerabile che si superi l’importo di un preventivo del 10%. Un aumento del 300% è forse troppo anche per Norman Gobbi.

Speriamo che il Governo comunque faccia chiarezza, e ricordiamoci che fare politica, se la si fa seriamente, non è una passeggiata e non si può oggettivamente fare le pulci su quante matite consuma un Dipartimento, e vale, come dicevamo, per tutti i colori politici. Le cose serie da controllare sono i mandati e i parametri di quest’ultimi. Sinceramente preferiamo si faccia chiarezza su 3,4 milioni deliberati per Argo1 piuttosto che litigare su che tipo di abbonamento telefonico debba avere un Consigliere di Stato quando l’interrogazione costa allo Stato più di quello che gli farebbe risparmiare.

Ti potrebbero interessare: