Inganna i vegani e finisce in disgrazia

Una chef si vendica di una cliente vegana e ci ironizza su Facebook. In Inghilterra è bufera mediatica: per la cuoca minacce di morte e scuse a testa bassa

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Non posto molte foto o selfie. Ogni tanto un’immagine un po’ stramba di un piatto. L’altro giorno, tra i commenti alle foto di Instagram ne trovo uno di un ultra vegano di Berna, originario del Kerala: “Why?”, mi scrive. Nella foto bevo vino e mangio del formaggio. E ho anche una sigaretta tra le dita. Mi sono immaginata come un diavolo. Non gli rispondo, ma non lo elimino. Alcune sue foto sono interessanti, mostrano l’India e pietanze sane. Io non mi sarei mai permessa di scrivergli “Why?” sotto le foto dove sorseggia un beverone verde sempre e solo a petto nudo.

Il senso di colpa che ho provato io grazie a un vegano non è niente in confronto a quello che è accaduto alla chef Laura Goodman. Però lei se l’è decisamente cercata.

Siamo in Inghilterra, a Shifnal, nella verdeggiante contea dello Shropshire. Al ristorante italiano Carlini un gruppo di vegani ha prenotato una cena per il 29 dicembre. Dopo aver concordato per tempo un menù consono alle abitudini alimentari dei commensali, il gruppo si presenta a cena. Seduto al tavolo qualcuno ordina una pizza con mozzarella di bufala. La chef Goodman perde la bussola e pubblica sul gruppo Facebook “The Boring Group” questi post:

“Ho infilzato un vegano poche ore fa”

“Stasera una vegana osservante e moralista (che mi ha fatto cucinare tutto il giorno) è andata a letto credendo di essere ancora vegana”

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Demoralizzata per il cambio improvviso di menù, che lei dice di aver iniziato a elaborare da Natale (perché il Carlini non è un locale vegano, ma cerca di accontentare tutti), la Goodman farcisce un po’ di pietanze con prodotti di origine animale. Probabilmente latticini. Ecco, se alcuni camerieri sputano nel piatto del cliente fetente e non lo dicono in giro, la Goodman, tronfia della sua vendetta, la pubblicizza sul social.

Il fidanzato, nonché socio di Laura Goodman, appena scoppia la crociata vegana, prova a giustificarla: “Laura è mortificata per i commenti, ma li ha fatti dopo tante ore di lavoro e dopo aver bevuto un bel po’”. E per provare a redimersi la chef dice anche d’esser pronta a dimettersi. Ma il tentativo di redenzione è servito a poco.

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Infatti, In pochissimo tempo la bacheca Facebook della donna è stata presa d’assalto: insulti e perfino minacce di morte. Il sito del Carlini è stato hackerato per inserirvi immagini e frasi denigratorie. Su TripAdvisor il ristorante è precipitato in fondo alla classifica, tanto che gli stessi amministratori del portale hanno sospeso temporaneamente la possibilità di scriverne recensioni.

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Ma la storia non è finita qui. Come raccontano i diversi giornali anglosassoni, il gruppo di azione vegana locale Telford, dal 30 dicembre ha iniziato a boicottare il locale. Lye, vegano da 26 anni e portavoce del gruppo, racconta sul Guardian di una volta in cui per sbaglio gli servirono un piatto con formaggi e in preda a crampi allo stomaco venne portato in ospedale. Ma quella volta fu un errore casuale con tanto di scuse dello chef. Per Lye il comportamento di Laura è invece inammissibile: “La prossima volta al posto di un vegano ci potrebbe essere qualcuno con delle allergie”, sottolinea.

Ora, se sul caso del Carlini sta investigano anche la polizia locale e la cassa del ristorante piangerà di certo per un po’, io non so bene cosa pensare. Parlando sempre tanto senza ancora avere fedi, so solo che estremisti (anche quelli alimentari) e social addicted, sono entrambi bestie feroci.

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