La razza bianca e la Lega Nord

Tempesta sull’ex sindaco di Varese e candidato per il centrodestra Attilio Fontana, della Lega Nord, che in un’intervista parla apertamente di razza bianca e sostituzione etnica

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Padroni a casa nostra. Roma ladrona, la Lega non perdona. La Padania può fare a meno dell’Italia. Sì alla polenta, no al cous cous. Oppure ancora Maroni in Padania, Cosentino in Tanzania. Ecco. È questa la cifra stilistica degli slogan ai quali nel corso degli anni ci ha abituato la Lega Nord. Con folte schiere di seguaci, paonazzi in viso e con un filo di bavetta ai lati della bocca che, in affollate adunanze leghiste, li ripetono all’unisono come un mantra. Come allo stadio. Come gli ultrà della curva nord.

L’ultimo della serie? “La razza bianca, la nostra società, deve continuare a esistere”.  Sono queste le parole uscite dalla bocca dell’ex sindaco di Varese Attilio Fontana, dette in un’intervista a Radio Padania. Nella quale per non farsi mancare nulla ha anche aggiunto: “noi non possiamo accettarli tutti, perché se dovessimo accettarli tutti vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica, perché loro sono molti più di noi, sono più determinati nell’occupare questo territorio di noi”.

Parole affilate come lame che, stando a quel che si legge dai commenti apparsi tra stampa e web, sono tornate dritte dritte al mittente come un boomerang. “E stato solo un lapsus”. Si è poi giustificato malamente il Fontanino nel bel mezzo della bufera mediatica scatenata dalle sue affermazioni. Dichiarazioni che assumono tinte ben più cupe se pensiamo che, dopo la rinuncia da parte di Roberto Maroni, ufficialmente, il candidato governatore del centrodestra alle elezioni regionali della Lombardia è proprio lui!

Così. Potremmo anche ingenuamente pensare che sia l’ennesimo leghista che parla a vanvera. Che tempera le idee con l’accetta. E invece no. È tutto calcolato. Carriolate di ignoranza mischiata con due parti di razzismo e tre di grezzume è da sempre la ricetta per la malta perfetta. Usata per cementare la base del movimento, fatta di elettori che queste cose le dicono senza vergogna e le pensano davvero. Senza tirare in ballo l’inconscio, che poi – chiedetelo al vostro analista se ne avete uno – l’inconscio non mente e il modo di farvi capire quel che pensa, spesso, sono proprio i lapsus.

Ma qui più che di lapsus si tratta semplicemente di strategia. Come quando nel corso di un’altra campagna elettorale Berlusconi diede del coglione a chi avrebbe votato per gli ex-comunisti. Quindi, caro amico Attilio di Varese, avanti così senza vergogna! Che tanto l’Italia è destinata a scomparire perché non fa più figli. Per colpa degli italiani stessi che sono i meno prolifici d’Europa. E la ragione è che, di fronte a una classe politica composta da personaggi di questa risma, incapaci di ridare speranza a un paese non certo del Bengodi, nemmeno fare figli sembra più avere un senso.

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