La Santa di Hollywood

L’attrice Sarah Silverman risponde con gentilezza ad un hater sul web, riuscendo a far venire fuori la sua triste storia e aiutarlo

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Sarah Silverman è un’attrice comica statunitense di origine ebraica russo-polacca. Non sapremo mai da dove è scaturita quella che è una delle storie più gentili e gradevoli che questo inizio anno ci regala. Perché più dell’origine delle persone a volte fanno i cambiamenti di mente repentini e strani, cambiamenti di strade che creano percorsi diversi e inaspettati.

Sarah è stata vittima, come moltissime persone, soprattutto quelle famose, di un hater. Oddio, forse anche più di uno, ma  noi interessa lui, Jeremy Jamrozy. La situazione in fondo è semplice. Sarah chiede su Twitter di capire meglio le motivazioni dei sostenitori di Trump. Jeremy le dà della troia. Molto semplice.

Ma è qui che qualcosa vira, cambia. Non sappiamo cosa ha pensato Sarah in quel momento, ma decide di agire e abbraccia idealmente Jeremy, con una sensibilità e una pazienza che in fondo le invidio:

“Io credo in te, leggo la tua cronologia e vedo che la tua rabbia è un dolore sottilmente velato. Prova a vedere cosa succede quando scegli l’amore”.

E la gentilezza pacata di Sarah apre il vaso di Pandora di una sofferenza che superficialmente non vedevamo. Perché Jeremy si apre, accetta il dialogo e intraprende un vero percorso umano. Ammette di essere stato abusato a 8 anni, di vivere senza soldi e di avere seri problemi alla schiena.

La vita di Jeremy è rabbia e frustrazione e questa angoscia deve trovare un nemico a cui rivolgersi. Ma ha trovato Sarah, una sciocca comica ebrea dalla mente aperta e curiosa. Talmente curiosa da volere capire e sradicare le radici dell’odio.

E la storia bella davvero ci racconta del sostegno di Sarah a Jeremy, che lo spinge a rivolgersi ad un gruppo di autoaiuto ma soprattutto lancia in Rete, a i suoi 12 milioni di followers, un appello per aiutarlo coi suoi problemi medici. Jeremy infatti è uno dei milioni di americani senza copertura sanitaria che soffrono in silenzio. Delle cliniche accolgono l’appello. Si scopre che il povero Jeremy ha 5 ernie discali che gli rendono la vita un inferno, e quella scema di Sarah gli paga anche le cure.

Ma è scemo forte anche Jeremy, che forse ha scoperto davvero l’amore nel suo cuore, perché ha deciso di devolvere il denaro raccolto con il crowfounding per aiutarlo ad altri abitanti della sua città in difficoltà.

Ecco, dai, in fondo una volta tanto una bella storia dove la gentilezza, la comprensione e ‘sto benedetto buonismo vincono. Perché troppo spesso ci dimentichiamo che dietro alla rabbia e all’odio ci sono il disagio o la sofferenza. Peccato che non tutti siamo Sarah, che ha reso questo mondo un po’ migliore.

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