Una nuova repubblica online

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È il frutto di una rivoluzione, la nuova testata di politica online che da qualche settimana arricchisce il panorama mediatico d’oltre Gottardo. Una rivoluzione di quelle che nascono a partire dal basso. Dai lettori. Si chiama Republik e ha 15.500 abbonati la scommessa lanciata ad aprile e vinta grazie ai più di 7 milioni di franchi raccolti attraverso una campagna di crowdfunding. Un prodotto editoriale che, fin da subito, ha cercato di smarcarsi da tutto ciò che finora lo ha preceduto sia in formato cartaceo che online. Un magazine d’approfondimento d’ampio respiro, legato soprattutto alla politica nazionale e internazionale.

Un esempio tangibile di come la qualità paghi e di come sia possibile creare un rapporto diretto fra i lettori, che in questo caso sono anche editori, e una testata nata con l’obiettivo dichiarato di ridare dignità al giornalismo da più parti minacciato e messo alle strette dai poteri forti. In primis, quello economico. “Nel giornalismo svizzero c’è bisogno di una piccola ribellione” hanno continuato a ripetere, fin dall’inizio, i due cofondatori di Republik, Constantin Seibt e Christof Moser. Una testata digitale che è la prova tangibile di come si possano sfruttare a proprio favore il sistema e i meccanismi alla base della sharing economy, la cosiddetta “economia della condivisione”. Quella che, per l’economista e attivista statunitense Jeremy Rifkin, va considerata come la terza rivoluzione industriale.

Il web ha infatti creato un nuovo ecosistema anche nel mondo della comunicazione – e dell’informazione in particolare – un modello capace di lavorare in orizzontale, da molti a molti. Ed è proprio in questo contesto che Republik è nata, finanziandosi solo per mezzo delle sottoscrizioni, perché “i contenuti hanno un valore”. Constantine Seibt ne è fermamente convinto. E a confermarlo è stato proprio il riscontro andato ben al di là delle aspettative iniziali. L’obiettivo era quello di raccogliere almeno 750mila franchi in 35 giorni di crowdfunding, ma in appena dieci giorni il progetto ne aveva già racimolato più di 2,6.

Segno inequivocabile dell’effettiva necessità di una realtà giornalistica capace di ripristinare il valore dell’informazione e la qualità del giornalismo, in Svizzera come altrove confrontato con il lento ma progressivo dissanguamento delle redazioni e l’avanzata di testate online dai contenuti perlopiù annacquati e costruiti sull’impatto e la pornografia emotiva, cercando in questo modo di accalappiare l’attenzione del lettore. Un clima a cui Republik ha deciso di ribellarsi e di rispondere con un giornalismo “privo di stronzate”.

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