Pecore al posto dei cinghiali

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Sono quelle notizie che un po’ ci fanno sorridere, un classico venatorio da raccontare al bar. Un cacciatore Turgoviese, nei boschi tra Affeltranger e Thundorf qualche notte fa, ha abbattuto quattro pecore credendole cinghiali.

Oltre ai quattro decessi, tre sono rimaste ferite e hanno dovuto essere abbattute.

Certo che anche se fossero stati cinghiali, mal si capisce la sparatoria che ha portato all’eccidio. Una specie di massacro a mitraglia, perché non è molto usuale nemmeno per un cacciatore fare fuori un intero branco di sette ungulati.

Il cacciatore però si è autodenunciato, affrontando i rigori della legge, anche se non si sa ancora che succederà, ma soprattutto il pubblico ludibrio dei colleghi.

Torniamo però alle pecore. Ammettiamo anche che magari fossero marroni e non bianche, uno non dovrebbe controllare prima di accoppare qualcosa? Non dovrebbe essere certo che il suo bersaglio è esattamente ciò che crede?

Incidenti del genere non sono così sporadici. A perire sotto l’incuria venatoria, una mucca scozzese nel 2013 a Blenio, e solo pochi mesi fa, nel Comasco, ironia della sorte, un’altra vacca uccisa dai bracconieri che l’avevano probabilmente scambiata per un cervo. Una povera asina invece, soccombeva a settembre a Chironico, sotto i colpi dell’ennesimo furbone.

Insomma, non stiamo qui a giudicare, auspichiamo però di certo una maggiore attenzione nel tirare il grilletto, non vorremmo che qualche escursionista fosse scambiata per un orso.

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