Quadri e Bühler: coda tra le gambe

I sostenitori del SI a No Billag latitano quando si tratta di difendere le loro posizioni al di fuori delle mura di casa?

Di Corrado Mordasini

“I rappresentanti dei partiti che si definiscono paladini dei valori ticinesi e svizzeri, preferiscano starnazzare slogan propagandistici su social media e sulle solite testate “giornalistiche”, anziché dibattere a viso aperto.”

Dure le parole dei Verdi, che però mettono il dito nella piaga, lamentandosi del fatto cha a un dibattito da loro organizzato latitano i fautori del Sì. Nè Bühler nè Quadri, tra i più accesi sostenitori dell’iniziativa, avrebbero infatti accettato di confrontarsi in un dibattito con la controparte.

Da nostre informazioni, pare infatti che non ci sia proprio la corsa a sgomitare per difendere un’iniziativa che è oggettivamente difficile da sostenere con argomenti solidi e ragionevoli, e le fughe in questo senso dovrebbero convincere gli elettori più di tante altre motivazioni.

Inoltre, a fine mese al Palazzo dei Congressi di Lugano si organizzerà un dibattito a cui dovrebbe presenziare anche Doris Leuthard come relatrice e con l’intervento di Fabio Abate e Filippo Lombardi sul fronte del No. A tutt’oggi, da nostre informazioni, non si sa chi entrerà in lizza per difendere un SI sempre meno popolare. Attendiamo fiduciosi che qualche lumachina leghista o UDC prima o poi, giocoforza, metta fuori le corna, anche in situazioni dove non ha la certezza di giocare tra le confortevoli mura di casa.

Comunque, Quadri e Bühler, tirati in causa replicano, soprattutto Quadri che stranamente, pur mantenendo il linguaggio protoleghista a cui ci ha abituati, non fiorisce il tutto con le solite K o $:

“Capisco che i Verdi (con più coordinatori che elettori) abbiano molto tempo libero a disposizione. La stessa cosa non vale però per altri (…)In generale, è chiaro che il poco tempo a disposizione per il No Billag verrà impiegato dove ha senso spenderlo. E non certo per andare a dibattiti farlocchi organizzati da chi ha già una posizione granitica ed ideologica sul tema.”

Certo, Quadri usa il poco tempo che ha per mancare da Berna come deputato più assenteista o per riempire settimanalmente il suo adorato giornale di posizioni granitiche e ideologiche, perché lui può, mentre gli altri devono tacere o essere seppelliti dalle solite contumelie domenicali.

Più che di dibattiti farlocchi, parleremmo di dibattiti in cui si ha paura di intervenire perché non c’è la claque leghista da social, quella che imperversa sotto la pagina di Quadri e lo incensa anche solo se si soffia il naso. La vita vera non è una pagina Facebook, caro Lorenzo. Nella vita bisogna sapere difendere le proprie posizioni con coerenza ed intelligenza, ma ci rendiamo conto che non è facile dibattere con slogan da suburra.

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