E.T., telefono amico

Numerose chiamate e richieste di aiuto in chat ricevute dal Telefono Amico durante le festività.

Di Fabio Amorth

“Non c’è stato assolutamente nulla da festeggiare. Questo, per me, è stato il peggior Natale di tutta la vita.” Chi non se lo è mai sentito dire, soprattutto in questo periodo? Che le feste siano solo motivo di gioia, gaudio e tripudio è un mito bello e buono. Un mito da sfatare. Ma com’è possibile che proprio durante le feste uno si senta giù e non riesca a essere allegro e felice come invece imporrebbe il momento? O, peggio, che il Natale o il Capodanno si finisca per passarlo puntualmente sotto le coperte, influenzato e febbricitante? Comunque sia è possibile, eccome. A certificarlo c’è il migliaio e più di chiamate che, solo in Ticino, anche quest’anno sono puntualmente giunte al Telefono Amico. Ma le richieste di aiuto, fra i più giovani, arrivano anche via chat. Perché la depressione va a braccetto con le feste, soprattutto con quelle del periodo che ci siamo appena lasciati alle spalle. Tanto che perfino il tasso di suicidi, statisticamente, aumenta.

Chi più accusa il colpo sono gli anziani. Ma pure gli adolescenti non scherzano. Anche se è bene sottolineare come non ci sia età per sentirsi inadeguati alla vita. La tristezza natalizia miete le sue vittime democraticamente, senza farsi troppi scrupoli. I sintomi? Si è improvvisamente più irritabili e litigiosi, anche per cose banali. Senza contare il pianto facile o quell’improvviso prurito che vi viene in occasione di pranzi o cenoni della vigilia dove vi tocca aver a che fare con persone che, in pratica, vedete solo in quelle occasioni.

Senza esservene ben resi conto, il momento più atteso dell’anno, quello in cui da piccoli si era pazzi di felicità e si ricevevano vagonate di regali, è adesso una specie di incubo. Dove nulla di quel che avreste voluto che sia si sta realizzando. Vi assale un senso di disagio e di costrizione. Vecchie ferite si riaprono. La sensazione è quella di non avere nessuno con cui condividere questi momenti. E poi, come se non bastasse, l’arrivo del nuovo anno è inevitabilmente un momento di bilancio, in cui tutti i nodi vengono al pettine. Con la delusione e la rabbia per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Creando spesso aspettative ancora più difficili da realizzare per l’anno che si ha di fronte.

Insomma, una Via Crucis condita da solitudine, pessimismo, rassegnazione e tristezza. Un poker d’assi di fronte ai quali l’unica scala reale possibile è capire che l’idea che le festività debbano necessariamente essere i momenti migliori dell’anno è solo una fantasia. Un’invenzione destituita di ogni fondamento. Perciò non sentitevi alieni se quando arrivano le feste voi non avete proprio nulla di cui festeggiare, ma piuttosto condividete questo disagio con chi è nella vostra stessa situazione. Vi aiuterà a sentirvi meno soli. Il Telefono Amico e gli amici in carne e ossa servono a questo. Ad accorgerci che non siamo i soli a sentirci così. Ma che tutto il mondo è paese. E non certo il paese dei balocchi.

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