Il bambino che guarda e non mangia

L’assurda vicenda di un bambino maghrebino escluso dalla mensa scolastica: i genitori non possono pagare, e i tempi per accertarne il diritto all’esenzione sono infiniti

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Ugo, chiamiamolo così, ha 4 anni. Va all’asilo, è un diritto sancito dalla legge, il diritto all’istruzione. Ugo a mezzogiorno va a mensa, ma lo stesso Stato che sancisce il suo diritto a un’istruzione non la pensa così per l’alimentazione, che per assurdo resta uno dei principali diritti umani insieme all’acqua.

Ugo sta nel suo tavolino, a guardare gli altri bambini mangiare. Succede a Frosinone. Da novembre dell’anno scorso, il piccolo Ugo guarda coi suoi occhioni i compagni mangiare e di sicuro si domanda perché lui non può.

Semplice, i suoi genitori non possono pagare. O perlomeno, avrebbero diritto all’esenzione in base al reddito. Ugo non è figlio di Ermotti o di Berlusconi, e la burocrazia, lenta e assurda, attende di certificare che la sua famiglia ha le pezze al sedere.

Nel frattempo qualche anima pia dà comunque un piatto a Ugo? Macché. Non paghi non mangi.

A me fa una paura terrificante un atteggiamento del genere. Un modo di fare che sembra farci sprofondare nell’Ottocento della miseria dove i poveri morivano per le strade. Oggi, un Paese civile nega un piatto a un bambino di 4 anni, per una squallida lungaggine burocratica. E in attesa degli arretrati non pagati, circa 1000 euro, toglie il pane di bocca a un bambino dell’asilo.

Ugo arriva alla sera a casa piangendo, perché nel suo cervellino da quattrenne mica può capirle, le beghe degli adulti. Ugo crescerà, andrà alle elementari e poi troverà, forse, un lavoro, ma quella macchia nera, quel rifiuto, lo sapete tutti, rimarrà un chiodo piantato nella sua psiche.

Ah, Ugo è magrebino, un cazzo di africano. Non volevo dirlo ma lo dico lo stesso. Perché c’è un tarlo che mi rode e che mi dice: “e se fosse stato italiano?.

Spero di sbagliarmi, voglio sbagliarmi.

Voglio credere che a Frosinone qualcuno si sia accorto dell’assurdità di questo provvedimento e abbia rimesso Ugo a tavola coi suoi compagnucci e gli abbia detto: “e chissenfrega Ugo, mangia quanto vuoi, però mi raccomando, anche le verdure eh?.  E che quel qualcuno, nel farlo, gli abbia tolto quel chiodo dall’anima.

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