Boris addormentato nel lago

Boris Bernasconi ritrovato morto nel Ceresio. Lo struggente ricordo e l’ultimo saluto di un compagno di scuola

Di and

C’è stato qualcosa di strano quando ho visto la foto segnaletica che annunciava la scomparsa di Boris Bernasconi. Non chiedetemi cosa. Forse la sua età, o il suo viso bonario con quegli occhi un po’ straniti coperti dai pesanti occhiali.  Forse a colpirmi è stata la sua barba rada da adolescente, quella che non è ancora una barba da uomo ma i ragazzi ostentano con orgoglio, perché attesta in quel suo modo stentato e spurio l’avvenuto passaggio all’età adulta.

Che poi adulti non sono mai, questi bamboccioni. Boris mi era piaciuto subito e avevo tifato per lui. Anche se i giorni passavano e in questi casi sai bene che ogni giorno è uno strappo alle certezze e alle speranze di chi aspetta. Boris l’hanno trovato poi.

Dormiva nel lago.

Mi piace sempre pensare così, io sono uno di lago. Amo le acque dolci e gentili, fresche, il suo odore prima della pioggia, il rumore delle onde che si infrangono sui frangiflutti della riva o dei moli. Ci andavo da bambino con papà, e a pescare persici da ragazzino con gli amici.

Ora che sto da un’altra parte quel lago amico mi manca e quando lo ritrovo c’è una fitta di malinconia, come quando incontri un grande amore che hai lasciato.

Non so come è morto Boris. Ma so che riposava nelle acque gentili di un nostro lago, che custodisce segreti, che racconta storie sentite dal vento, che accoglie come in un abbraccio le foglie che cascano dai platani della riva. Davide, un suo compagno di scuola, vuole regalarci il suo addio a Boris. Lascio Boris nelle sue mani, che meglio di tanti altre meritano di accogliere la sua anima.

“Boris, sei stato un grande amico per me, ricordo ancora i tempi delle medie, che più volte ho voluto dimenticare, per via di tutto ciò che abbiamo passato, ma non l’ho mai fatto, e sai il perché?

Perché abbiamo affrontato quel periodo insieme. Non potevo contare su nessuno se non su di te, sei stato una luce guida, come un faro che porta i marinai in salvo al porto in una notte di tempesta, confusionaria come quegli anni ormai passati. Ti voglio ricordare così, come una guida, come il mio Virgilio che mi ha aiutato ad attraversare l’inferno. Non credo di esagerare se ti dico che sei stato anche un mio eroe, facevi di tutto per farmi andare avanti, nonostante non fosse facile nemmeno per te. Oggi mi guardo indietro e vedo la strada che ho percorso, e scorgo quella zona buia e tortuosa che ho superato grazie a te, accanto ad essa si trova un’altra strada, quella che hai percorso te, una strada che si è interrotta prima della mia, ma quella strada resterà li, esiste, come esiste nel mio cuore e nella mia mente il tuo ricordo e il ricordo di tutto ciò che hai fatto per me. Un ultimo caro e sincero saluto.

 Il tuo vecchio amico Davide Ermani.”

A chi amava Boris dico solo che se Davide diventerà un uomo giusto, un uomo saggio e forte, sarà anche perché nel suo cuore c’è un pezzo di Boris. Ed è un regalo che non ha confini, un regalo immenso. Un regalo che molte persone non sanno fare.

Dormi pure Boris.

Hai lasciato cose belle.

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