Gli Zeroi

Il Diavolo ha deciso di affrontare i nostri eroi, quelli che intrecciano le loro vite con le nostre. Piccoli eroi di ogni giorno, persone belle e importanti, quelle che rendono il Ticino un Paese degno di essere vissuto anche se poi alla fine fanno quasi un cacchio. Abbiamo deciso di chiamarli Zeroi.

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Rieccoci al nostro appuntamento mensile, cari diavolastri. La recente devastante maratona in diretta a Radio3I dei Blues Brothers ha portato la nostra attenzione su un concetto basilare. Qualcuno li ha definiti eroi. Ora, nonostante tutta la stima e l’affetto, nonostante la commovente empatia che ce li ha resi quasi figli, nonostante l’impavida sfida pseudosportiva e fisicamente sconvolgente, cominciamo ad avere qualche dubbio sul concetto di eroe. Ovviamente numerose domande si affastellano e si aggrovigliano come topolini in un nido.

Cos’è un eroe? Cosa devi fare per esserlo? Devi morire nell’intento? Se schiatti vali uguale o sei molto più eroe? Perché ultimamente sono un po’ tutti eroi. Il pompiere che salva il gattino, come la sciatrice che vince l’oro in Corea.

Dai, l’era dei veri eroi è finita, quelli alla Winkelried, per capirci, che sacrificavano la vita per il bene superiore diventando puntaspilli per le lance degli Asburgo.

Ecco, adesso non è che diciamo che per fare l’eroe devi farti tagliuzzare le trippe a colpi di lancia, ma secca un po’ sentir definire eroe uno che vince a Candy Crush Saga.

Oggi sei un eroe se appena fai il tuo mestiere. Fai il bagnino e salvi uno che ha i crampi perché ha mangiato troppe patatine? Eroe. Denunci uno che ti ha rigato la macchina? Eroe. Accompagni i bambini all’asilo col pedibus? Eroe.

Il punto è che in una società così egoistica, l’eroe è ormai anche uno che solamente fa qualcosa di altruistico, o nemmeno quello, come i Blues Brothers, che però oggettivamente non ne hanno colpa perché mica hanno chiesto loro di diventare eroi. Certo che, quando pensiamo a Vasilij Zajcev, il cecchino di Stalingrado con un punteggio di 250 nazisti accoppati, e lo confrontiamo col ragazzo (bravissimo, per l’amor del cielo) che a Milano ha tirato su un poppante caduto sui binari della metro e che ha avuto 200 articoli in tutta Italia, il paragone è un po’ arduo.

Al giorno d’oggi i nostri eroi sono eroi piccolini di ogni giorno, mica impavidi guerrieri ricoperti di sangue e patriottismo. Per questo il Diavolo ha deciso di affrontare i nostri eroi, quelli che intrecciano le loro vite con le nostre. Piccoli eroi di ogni giorno, persone belle e importanti, quelle che rendono il Ticino un Paese degno di essere vissuto anche se poi alla fine fanno quasi un cacchio. Abbiamo deciso di chiamarli Zeroi. 

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