Il collezionista di figli

Il ventottenne, facoltoso giapponese Mitsutoki Shigeta ha generato ben 16 figli da altrettanti madri diverse tramite utero in affitto.

Di

C’è chi colleziona farfalle, chi monete o francobolli e chi invece va matto per i dischi in vinile che son tornati di gran moda. Poi chi può permetterselo magari colleziona auto d’epoca o addirittura delle Ferrari. No, non modellini giocattolo. Ma che si potessero collezionare figli manco fossero figurine, ognuno da una madre diversa e scelta con il più classico dei “ce l’ho, ce l’ho, mi manca” ancora non c’era nella lista delle stranezze collezionabili. E invece è successo che un ventottenne giapponese, tale Mitsutoki Shigeta, figlio di un facoltoso uomo d’affari e a sua volta proprietario di diverse società, abbia avuto proprio il pallino per i figli.

Quando nel 2014, in un appartamento preso in affitto a Bangkok dal pluri-papà con l’aggravante della recidiva, parte della collezione fu scoperta dalla polizia, il fatto fece così scalpore che proprio questa vicenda contribuì a doveroso giro di vite nel prolifico business degli “uteri in affitto”. Mica per niente oggi la legge thailandese vuole che le madri surrogate siano in qualche modo imparentate con i futuri genitori del figlio che portano in grembo. Proprio per evitare che qualcuno si faccia prendere un po’ troppo la mano.

Pur essendo stato indagato per traffico di essere umani e accusato di aver avviato una “fabbrica di bambini” senza i dovuti permessi e le autorizzazioni del caso, il giovane virgulto dagli occhi a mandorla ammise fin da subito e senza nessuna vergogna di essere il padre di ben 16 creature, avendo pagato altrettante madri con somme che variavano dagli 8 ai 12mila franchi. Tutto ciò nel pieno rispetto delle leggi all’epoca in vigore.

Ragione per cui, dopo che grazie al test del DNA Mitsutoki Shigeta è risultato essere il padre di tutti e 16 i pupi e avendo le madri surrogate firmato per rinunciare ai loro diritti, le creature poco alla volta gli sono affidate tutte in quanto nate prima che la pratica dell'”utero in affitto”, al primo giapponese di passaggio, venisse bandita dalla legge. Una decisione, quella di affidarli al lui, che di recente il tribunale dei minori di Bangkok ha così motivato: “per la felicità e le opportunità che i bambini riceveranno dal loro padre biologico, che non ha una storia personale di cattiva condotta.”

Già. Oltre ad avere sempre rigato dritto il ragazzo ha più volte ribadito di avere i mezzi finanziari per poter badare e mantenere tutti i bambini in questione, offrendo loro non proprio la famiglia del Mulino Bianco, ma quasi. Dato che in Giappone ha allestito una struttura nella quale, come nelle fiabe a lieto fine, i pargoli potranno vivere tutti insieme accuditi da un esercito di bambinaie assoldate pure loro per soddisfare i capricci e le manie di chi c’ha i soldi e la legge dalla propria parte per permetterseli.

Ti potrebbero interessare: