Irma che non ha sprecato la vita

Fa il giro del web la storia della nonnina di 93 anni partita volontaria in un orfanotrofio in Kenya

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Molti di voi avranno visto o letto la storia della nonnina di 93 anni che ha deciso di andare volontaria in un orfanotrofio del Kenya. La foto della nonnina che parte all’aeroporto, così consueta nella sua normalità, ha un grande valore. Quella vecchina di spalle coi ricci bianchi e il cappottone nero da anziana, una donna sul viale del tramonto, è commovente e potente al tempo stesso.

È Elisa, sua nipote, che postando la foto e la storia su Facebook l’ha resa famosa suo malgrado:

“Ve la mostro perché credo che tutti noi dovremmo conservare sempre un pizzico di incoscienza per vivere e non per sopravvivere. (…) forse alla fine (Irma) decide di rimanere in Kenya e non torna più, è tutto possibile, conoscendo il suo gran cuore e la sua energia”

Ed è in questa semplicità, nella facilità delle parole che traducono concetti facili che c’è l’importanza di questo gesto di Irma. Una donna alla fine della sua vita che, con enorme energia e coraggio, decide di avere ancora un pugno d’amore da dare, un ultimo, importantissimo pugno, per dire: io sono vissuta, non sopravvissuta.

Scriveva lo stoico filosofo Seneca, duemila anni fa, nel suo “De brevitate vitae”:

“(…) Non è vero che abbiamo poco tempo, ma molto ne abbiamo perso. Ci è stata data una vita adeguatamente lunga, per il compimento delle più grandi imprese, a patto che venga tutta ben organizzata; ma quando scorre via nella lussuria e nella negligenza, quando non viene consumata per alcuna buona occupazione, quando alla fine siamo spinti dalla estrema necessità, solo allora ci accorgiamo che è passata quella vita che non percepivamo stesse inesorabilmente trascorrendo. Dunque questa è la verità:  non riceviamo una vita breve, ma la creiamo tale, e non siamo bisognosi di questa, ma spreconi. (…)”

Un concetto orribile e meraviglioso che Irma ha fatto suo: non abbiamo una vita breve, ma siamo noi a farla diventare così nel nostro egoismo e nell’incapacità di renderla qualcosa di grande. Migliorare il mondo si può, anche a 93 anni. Grazie Irma.

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