Lara, una lacrima (d’oro) sul viso

Lara Gut fuori dal podio per solo un centesimo di secondo, non nasconde le lacrime alle telecamere

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Quarta 4 anni fa a Sochi per 4/100, quarta oggi a PyeongChang per 1/100: più crudele di così… Eppure, se nel primo caso Lara non ne era uscita benissimo per il gesto di stizza quando la sua connazionale Dominique Gysin le  aveva tolto il bronzo vincendo l’oro, questa volta la ragazza di Comano ne esce alla grande: per certi versi questa sconfitta può tramutarsi in una grande vittoria, in un’ulteriore crescita della persona, già molto maturata dopo l’incidente che le ha dato il tempo, forzato ma ben speso, di capire cose importanti della vita, più che dello sport.

Lara si è presentata sotto lo sguardo impietoso della telecamere ( ricordiamo che ogni immagine che fa il giro del mondo è targata SRG-SSR) con grande coraggio e grande dignità. E’ stata ammirevole sotto tutti i punti di vista. E quando una lacrima è spuntata sul viso e Ellade Ossola si è “permessa” di asciugarla, la realtà, come sempre accade nel bene e nel male, ha superato la “fiction”. Intanto, brava Ellade: il suo gesto è stato quello di un intero Paese, piccolo e con il grande difetto dei Paesi piccoli, questo: ogni tanto pensano in rapporto al territorio, invece di pensare in rapporto alla vastità del mondo. Ed è per questo che in troppa gente cova l’invidia per quelli che ce la fanno a “scappare” in senso lato, a uscire dall’orticello, a cercare altri spazi e altri mondi.

Lara, che in qualche caso ci ha messo del suo per eccesso di impeto giovanile e testardaggine, non è mai stata profeta in Patria: il ticinese medio non l’ha mai sentita troppo sua. Chiaro, anche per qualche errore della giovane campionessa, il primo, quello di aver rifiutato una celebrazione a Comano perché presa da altri impegni: ricordo lo sconforto del navigatissimo collega Arnaldo Cremonesi che in quel paese aveva casa e che aveva raccolto la delusione e lo sconforto della gente del posto. Errori di gioventù, non si sa quanto dovuti a lei e quanto al suo “entourage” e magari a qualche rapace sponsor che aveva imposto “impedimenti dirimenti” di manzoniana memoria. Ma, ne possiamo essere certi, quella lacrima asciugata da Ellade è stata asciugata da molti ticinesi che non vedevano di buon occhio la ragazza cresciuta fra i vigneti e andata a scivolare sulle nevi di tutto il mondo.

Oggi è partita troppo nervosa: s’è capito alla prima curva, presa con troppa fretta, sui salti, nei quali si è sempre fatta sorprendere, specialmente nell’ultimo dove ha rischiato grosso. Ancora una volta s’è visto come il centesimo non sia solo un numero, anzi: la frazione invisibile di tempo è sempre in rapporto con un errore, in un rapporto simbiotico. Il campione lo sa, immediatamente, anche se non lo può quantificare al centesimo, al più tardi lo constata quando rivede la gara e ne analizza ogni metro. Dunque, per quanto riguarda lo sci, lo sport, Lara è stata troppo nervosa. Comprensibilmente. Dopo l’infortunio le mancavano ancora dei giorni (pochi) per ritornare quella di prima. Due settimane di tempo in più e avrebbe vinto. Le resta la discesa, dove però la Vonn non sbaglierà una seconda volta come oggi, e verosimilmente nemmeno la Goggia.

Se un centesimo ha tradito Lara, un altro ha beffato la sua grande amica Anna Veith, ex Fenninger. Anzi, la beffa è stata ancora maggiore: perchè essere batttuta da una Wheirater  ci sta, ma essere sconfitta da una campionessa di snowboard, la ceca Ledecka, che non aveva mai fatto meglio di un sesto posto, è ancora più “impossibile”. Ma l'”impossibile” nello sport, in via eccezionale, non esiste. Nel 1976 la canadese Cathy Kreiner batte per 12/100 la favoritissima Rosi Mittermeier nella sua disciplina d’elezione, il gigante. Non andò mai più sul podio. Lara sul podio ritornerà presto.

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