Le frecce spuntate del SI a No Billag

I sostenitori dell’iniziativa usano Israele come esempio di Stato senza canone radiotv. Ma le cose non stanno esattamente così, basta informarsi.

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Una delle freccette all’arco del Si all’iniziativa No Billag citata da Lorenzo Quadri e anche da Matto Cheda è l’esempio dello Stato di Israele, dove, secondo gli iniziativisti, non si pagherebbe il canone.

Sarebbe stato sufficiente, come sempre, informarsi un po’ di più. In Israele il canone si paga eccome, solo che non si chiama canone. Vi spieghiamo come mai, è un po’ complicato ma ne vale la pena.

L’ente radiotelevisivo pubblico israeliano, la IBA, nel 2014 veniva alimentato da due canoni: uno sugli apparecchi di ricezione, incassato direttamente dalla IBA, l’altro collegato all’imposta di circolazione (chiamiamolo canone autoradio) e riscosso dal Ministero dei Trasporti.

Un po’ un pasticcio, ma chi siamo noi per insegnare agli israeliani come raccattare soldi per la loro radio-tv?

Dal 2004, il canone IBA è stato abbassato, ma nello stesso tempo è stato aumentato quello “autoradio”. Nel 2015, e qui c’è l’errore in cui sono incorsi gli iniziativisti, il canone IBA stato abolito, mantenendo solo quello “autoradio” che di fatto finanzia comunque l’ente radiotelevisivo pubblico israeliano.

Ma c’è di più, il canone così percepito è apparentemente più equo: chi non ha un’automobile, e di solito è più povero, paga meno, mentre chi possiede due o tre veicoli paga di più. Sono così soprattutto le persone benestanti a pagare il canone israeliano. Inoltre la riscossione è certa, perché la tassa di circolazione in cui è incluso il canone è obbligatoria se si vuole usare l’automobile.

A creare ancora più confusione nelle testoline degli iniziativisti, supponiamo, la trasformazione nel 2017 di IBA in IPBC, un altro ente che però a tutti gli effetti offre lo stesso servizio di IBA, finanziato all’85/95% con il canone “autoradio”.

IPBC offre agli israeliani 3 canali tv e 8 radiofonici pubblici.

Dunque il canone in Israele esiste eccome, Le modifiche apportate al sistema d’incasso e all’abolizione della riscossione non hanno portato a cambiamenti di rilievo nel panorama mediatico israeliano.

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