L’incredibile Dadùlk

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Fiorenzo Dadò ha qualche problema comportamentale, questo si sa. Se fosse ancora scuola ci sarebbero già quattro docenti del sostegno pedagogico che cercano di tenerlo a terra abbrancandolo per braccia e gambe mentre l’infermiera della scuola cerca di fargli un’iniezione da 2 decilitri di Ritalin.

C’è chi narra che spesso, durante le riunioni con Beltraminelli, in preda all’ira, si trasformi. Gli occhi gli si ribaltano indietro, la pelata diventa ancor più luccicante e la struttura corporea si adegua. Per non uccidere il Beltra, Dadò scappa nelle alte propaggini della Bavona saltando da un picco all’altro, e si chiude in una grà in disuso della nonna Celestina a 2700 metri.

La sua arma preferita è la lettera a tutti i fuochi, con la quale devasta intere regioni.

Con il padre, inanella spesso e volentieri delle sanguinarie battaglie contro legioni di zombie gay che fanno di tutto per inchiappettarselo. Loro non ci riescono, ma magari ce la fa la commissione parlamentare su Argo 1.

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